I DIFENSORI:

L' IMPERO COLPISCE ANCORA

di Fabio Volino

Introduzione
Nuova Ultimate Edition per il più celebre non-gruppo made in MarvelIT e con una lunga trama con eventi fondamentali per la serie. Buona lettura!

 


Prologo: Difensori Annual 1
POWER

CAPITOLO 1: LA DISTRUZIONE CHE STRISCIA

"Power!".
"Sì, signore!".
"Power, come mai ti sei rifiutato di uccidere quelle persone?".
"Signore, erano civili, signore, non avevano fatto niente".
"E chi cazzo sei tu per stabilirlo? Per quanto ne sappiamo quelli potevano essere collaborazionisti dei nostri nemici".
"Signore, chiedo scusa, signore, ma che bisogno c' era di bruciarli vivi?".
"La feccia va estirpata alla radice, cretino di un figlio di papà!".

Oracle Inc.

Namor osserva la creatura gelatinosa che un tempo era il suo fratellastro Leopold MacKenzie. Il liquido Bio-Hazard, questo l' ha reso ciò che è ora. Il Bio-Hazard, l' ultima malsana invenzione voluta dalla Roxxon, concepita per creare soldati inarrestabili le cui ferite potessero rimarginarsi in pochi secondi. Una dose massiccia del liquido, però, crea effetti collaterali del tutto imprevisti, come ha scoperto a sue spese Leopold. Non era a conoscenza della sua parentela col sovrano di Nuova Atlantide e questo è molto strano, visto che il nome del padre di Namor è di dominio pubblico. Ma questo è un problema che andrà risolto in seguito.
Il fratellastro di Namor prova a tendere la sua informe mano gelatinosa verso il suo congiunto, ma costui riesce facilmente ad evitarla: non vuole combatterlo, non può, è tutto ciò che gli rimane per poter dire di aver avuto una famiglia un tempo. Non così Leopold, purtroppo, che prova nuovamente ad afferrarlo, invano anche stavolta. Improvvisamente Namor sente in sottofondo un rumore di razzi a lui familiare, e non sa se benedire o rammaricarsi per il fatto che Iron Man abbia fatto il suo ingresso. Subito dietro di lui vi è Wasp:"Buon Dio, cosa è mai questo?".
"Vi prego di non fargli troppo male" implora Namor "È una persona a me cara e dobbiamo solo stordirlo". Poi pensa:"Farò tutto ciò che è in mio potere per farti tornare come prima, fratello".
Iron Man e Wasp seguono i dettami di Sub-Mariner e lanciano raffiche di energia, seppur a basso potere. Ma non sortiscono comunque alcun effetto: Leopold, infatti, viene colpito, ma pare assorbire dentro di sé l' energia rilasciata dai due Vendicatori.
"Questo è uno spiacevole imprevisto" afferma Iron Man, che pensa:"Ecco, Morgan, vedi cosa ha provocato la tua indifferenza ed arroganza?".
Leopold MacKenzie decide di rivolgere la sua attenzione ai nuovi arrivati. Stavolta è più veloce di prima e con la sua mano gelatinosa riesce a sfiorare un guanto dell' armatura del Vendicatore corazzato. Costui osserva il liquido verde restare lì quasi immobile poi, ad un tratto, iniziare a surriscaldarsi:"Espulsione guanto, ora!" ordina Iron Man e così accade. Il pezzo della sua armatura cade a terra, dove il liquido Bio-Hazard riesce perfino a creare un buco nel pavimento.
"Le cose si mettono male, Namor" dice Wasp "Sarà quasi impossibile metterlo fuori gioco se non con azioni decise".
"Lascia che gli parli" si limita a ribattere Sub-Mariner.
"Aspetta, può essere…".
"Quella persona conta molto per me e non posso permettere che si riduca tutto ad una scazzottata insensata. A volte la migliore arma è il dialogo, che può penetrare nelle menti di chiunque voglia ascoltare. E Leopold MacKenzie sicuramente è una di quelle persone!".
Wasp allora si ritrae, stupita di fronte alla rivelazione che ha appena udito, e lascia il tutto nelle mani di Namor, che inizia:"Leopold MacKenzie! Fratello!". A questa parola la creatura si volta. "Ormai devi aver sorpassato l' impatto del dolore, della trasformazione, della rabbia, ed è giunto il momento che inizi a ragionare con la tua testa. Sono certo, anzi so, che dentro di te vi è ancora un essere umano che vuole solo vivere in pace, che è in grado di comprendere. E dunque ti imploro di non fare ciò che la Roxxon vuole esattamente da te: usarti, ingannarti, sfruttarti come meglio crede. Per poi sbarazzarti di te quando non sei più di alcuna utilità per loro. Hai dedicato le tue energie a questo esperimento, magari partendo anche da intenti benevoli, forse quello di curare i malati. Ma a quanto pare c'è chi la pensava diversamente da te e l' ha dimostrato gettandoti nel Bio-Hazard. È esseri come quelli che io, questi miei amici, combattiamo. E ti chiedo dunque di ribellarti a loro e di unirti a noi in questa battaglia. Perché sei un MacKenzie e i MacKenzie non si arrendono mai di fronte a nessuna avversità!".
Leopold rimane immobile, il suo volto inespressivo non può rivelare nulla ai presenti. Di nuovo tende la sua mano verso Namor, che con un suo gesto invita i due Vendicatori a non muoversi: non vanno interrotte le riunioni di famiglia.
Ma qualcun altro interviene in quel momento nella battaglia: Griffin! Con un ruggito entra dalla porta e, interpretando male la situazione, si lancia contro Leopold.
"No, Griffin, non…" inizia Sub-Mariner, ma ormai è troppo tardi. L' essere alato tenta di colpire il fratello di Namor, ma l' unico risultato che ottiene è quello di farsi assorbire all' interno della creatura gelatinosa. E dopo accade qualcosa di straordinario: Leopold inizia ad emettere strani rumori, urli probabilmente, e la sua massa viscosa inizia come a tremare e modificarsi. Poi, ad un certo punto, fa capolino la testa di Griffin, che sparisce subito dopo. Poi, per un brevissimo attimo, è Leopold MacKenzie, col suo volto umano, a dare una nuova speranza a Namor. Che svanisce subito: la massa gelatinosa ritorna a contorcersi, dimenarsi, per diventare infine una macchia enorme sul pavimento. Ma c'è qualcosa di più: un corpo umano! Tuttavia, prima che gli eroi possano avvicinarsi, la macchia si muove, dimostrando di avere ancora vita propria e, strisciando velocissima, fugge attraverso un condotto di ventilazione. Un processo durato pochi secondi che sono parsi una eternità.
Namor si fionda subito verso il corpo svenuto, ma sa già che subirà una delusione. Infatti non è suo fratello:"Chi è questa persona?" chiede.
Dopo una breve ricerca nei suoi immensi database, Iron Man può rispondere:"È incredibile, è Johnny Horton: non è più Griffin! Ma cosa può essere accaduto?". È una domanda che tormenterà Sub-Mariner per molto tempo.

Un' anonima auto. Qualche minuto dopo.

"È sicuro di volersi fermare qui, signore?" chiede l' autista.
"Certamente" risponde John Gamelin, uscendo dal mezzo. Davanti a lui c'è un edificio imponente, che sembra quasi toccare il cielo: la Roxxon Oil Corporation.
"Sto per andare a riferire di un fallimento" pensa Gamelin "Ma di cui non potrò affatto essere incolpato. Sarà facile sollevare da questa faccenda ogni mia responsabilità, in più qui con me ho gli appunti di Leopold MacKenzie sul Bio-Hazard e con questi riusciremo ad andare avanti".
Gamelin si dirige verso l' edificio, ma improvvisamente dietro di lui, dalla grata di un tombino, un filamento gelatinoso inizia a fuoriuscire, un filamento che assume sempre più consistenza fino a divenire la creatura che un tempo era Leopold MacKenzie.
La gente presente sulla scena urla, Gamelin si volta e urla a sua volta. È l' ultimo suo gesto cosciente, poiché un secondo dopo la creatura cala su di lui e lo assorbe al suo interno, rituffandosi poi dentro le fogne.
Trenta secondi dopo le grida della gente cessano.
Il giorno dopo la Roxxon dirama un comunicato secondo cui l' azienda non aveva da tempo più alcun rapporto con John Gamelin.
Tre giorni dopo John Gamelin viene dimenticato.

"Power!".
"Sì, signore!".
"Power, sei il più lento a caricare un fucile e questo è inaccettabile. Devi essere pronto il prima possibile a gettarti in battaglia".
"Sì, signore, farò del mio meglio, signore!".
"Il tuo meglio non è abbastanza, brutto scarto di leva! O ti dai una mossa o inizio a far immergere il tuo volto nel fango. Letteralmente!".
"Signore, non capisco tutto questo fermento, signore!".
"Perché io comando qui, mentre tu sei solo un' idiota, Power!".

Stark-Fujikawa.

"C'è una persona importante che vuole parlare con lei, Mr. Stark" annuncia una segretaria.
"Chi?" chiede Morgan. Il volto di Tony che fa capolino dalla porta gli fornisce la risposta. "Va bene, lo faccia entrare" dice mentre si alza dalla scrivania. "Tony! Sei forse venuto a dare una occhiata al guanto repulsore che stiamo per lanciare sul mercato? Sai che non posso…".
"No, non si tratta di quello" lo interrompe Tony "Ma della Oracle".
Il volto di Morgan si fa cupo:"Cosa vuoi dire?".
"Voglio dire che è meglio per te se risolvi questa faccenda nel modo migliore. Rischi di pagare errori commessi da altri e la cosa proprio non ti conviene. Non sei mai entrato in questa faccenda della Oracle, l' ha condotta qualcuno al posto tuo e questo ormai è sulla bocca di tutti. Se continuerai a perseverare in questo errore, metti a rischio anche il futuro di questa azienda, visto il coinvolgimento del direttore della Oracle in affari poco puliti. E non vorrai certo distruggere ciò che con pazienza hai costruito?". Il tono di Tony in queste ultime parole era alquanto sarcastico.
"E tu cosa proporresti?".
"Annullare la precedente fusione della Stark con la Oracle e ridare il tutto in mano al suo legittimo proprietario, il suo fondatore".
"E cosa ne ricavo?".
"La salvezza del tuo buon nome, se non altro".
"Perché mi dici queste cose?" chiede Morgan.
"Perché siamo parenti e io ho cura dei miei cari" risponde Tony, forse anche stavolta in modo ironico. Poi si avvia verso l' uscita, ma un momento prima di varcare la soglia si volta:"Pensaci, Morgan. Pensaci bene".

Oracle Inc. Il giorno dopo.

"Piacere di rivederla, Mr. MacKenzie. Sono Matt Murdock".
"Mi chiami pure Namor".
"Allora io sono Matt. Da quando due giorni fa mi ha telefonato ci siamo visti solo di sfuggita a causa dei nostri impegni. Ma le carte che mi ha dato erano molto interessanti".
Ricordi lontani affiorano nella mente di Namor, mentre gli stringe la mano, di quando si fece giudicare per i suoi atti contro l' umanità* e questo

* V. Devil Classic 2. Namor ha preso contatti con Matt Murdock su Devil MIT 11

giovane divenne il suo avvocato. Molto tempo è passato ed è ancora lui, un uomo più maturo, che lo guiderà lungo un passo importante della sua vita. I suoi pensieri corrono anche a Leopold: alcune ricerche erano state effettuate, ma non avevano sortito alcun effetto. Era sparito. Questo, però, aveva dato una speranza a Sub-Mariner: voleva dire che suo fratello era ancora lì fuori da qualche parte. Poteva trovarlo e guarirlo e, in nome di quanto gli è più caro, lo farà.
"Non credo che sarà una cosa troppo difficile, Namor" continua Matt "Ho avuto un colloquio privato con uno degli avvocati della Stark-Fujikawa e da quanto ho capito…".
La sua voce si interrompe, come se avesse sentito qualcuno arrivare. Ed in effetti, qualche secondo dopo, Morgan Stark, insieme a tre avvocati, si presenta al cospetto dei due.
"Ho avuto un breve conciliabolo coi miei legali" annuncia Morgan "A quanto pare la fusione della Oracle è stata condotta da persone che hanno tradito la mia fiducia e che hanno usato questa azienda come paravento per sporchi traffici. La Stark-Fujikawa non vuole aver più nulla a che fare con loro: li ha licenziati e adotterà le opportune contromosse legali. Dunque, in tutta serenità, essendo la fusione stata annullata, abbiamo deciso di riconsegnare l' azienda al suo fondatore. Se lei è d' accordo, ovviamente".
È come se un peso si fosse sollevato dalle spalle di Namor:"Accetto la vostra proposta".
"Molto bene, penseranno allora i nostri avvocati a definire le ulteriori questioni" conclude Morgan, andandosene.
Matt Murdock si rivolge allora a Namor:"Complimenti, Mr. MacKenzie. È nuovamente proprietario della Oracle".
"E per quanto riguarda Johnny Horton?" chiede Sub-Mariner indicando un uomo spaesato seduto qualche metro più avanti.
"Diciamo che il suo passato criminale non gli è molto utile, però io sono molto amico del Procuratore degli Stati Uniti e del nuovo Procuratore Distrettuale. Recentemente c'è stata una imponente retata di boss criminali* e, se Horton accetta di testimoniare contro alcuni componenti del

* V. Devil 8

Maggia, il giudice non dovrebbe aver problemi a dargli la libertà vigilata o addirittura l' immunità per i reati federali e locali. Probabilmente dovrà anche cambiare nome. Infine possiamo contare sul fatto che, quando era Griffin, non era assolutamente capace di intendere e volere".
Su quest' ultima frase Namor ha dei dubbi, ma decide di non esternarli. Inoltre Horton può tornargli utile: il Bio-Hazard l' ha guarito e dunque non è improbabile che il processo che lo rese Griffin possa avere qualche punto in comune con quel liquido ora al vaglio degli scienziati della Oracle.
"Se avesse un impiego stabile, questo deporrebbe a suo favore, vero?" chiede Namor. Matt annuisce. Allora Sub-Mariner si avvicina a Horton e gli chiede:"Ti va di lavorare qui alla Oracle?".
E nuove strade di vita si aprono.

"Power!".
"Sì, signore!".
"Stanno per assegnarci una nuova missione: sei pronto o te la farai sotto come l' altra volta?".
"Signore, una mina aveva fatto esplodere un mio compagno di pattuglia, signore!".
"E ti sei impressionato per quello, Power? Allora è proprio vero che sei una mammoletta!".
"Signore, ma allora cosa dovremmo temere?".
"Nulla, Power, se non la tua imbecillità!".

CAPITOLO 2: OCCHI NON SOLO PER VEDERE

Di nuovo quel sogno, ma stavolta qualcosa è differente: i demoni, centinaia, migliaia, che invadono New York. Darklady li comanda, accanto a lei una donna dalla straordinaria bellezza ed il demone più spaventoso di tutti. E il luogo da cui è partito tutto è… la dimora del Dr. Strange! Ed il Mago Supremo è immobile, tramutato in…
Kyle Richmond si risveglia dal suo incubo: le visioni preveggenti, a quanto pare, hanno deciso di perseguitarlo anche quando dorme. È un tormento continuo, sin da quando Mefisto gliene fece 'dono'. Sin da quando una presunta crociata di redenzione divenne uno dei tanti fallimenti della vita di Kyle.
Già, fallire, parola non nuova per lui, presente nella sua esistenza sin da quando era giovane e spensierato e, pieno di boria, causò un incidente che causò ad una donna la paralisi totale delle gambe. Pieno di sensi di colpa, Kyle si dedicò all' azienda del padre e, quando scoprì di avere una malattia cardiaca, bevve un siero mistico che gli donò forza sovrumana, ma solo al calar del sole. Divenne così Nottolone, dapprima un criminale al servizio dello Squadrone Sinistro, ma lo fece solo per tentare di trovare la morte, come giusta pena per i suoi peccati. Entrò poi nei Difensori, nella speranza che fosse la redenzione, il cambiamento, la strada giusta da percorrere. Finché non sacrificò la sua vita per impedire un attacco missilistico alla Russia. O almeno così sembrava: restò in coma per molti anni, fino a quando un manipolo di validi dottori riuscì a farlo risvegliare. Ma lui, ormai, era già stato truffato da Mefisto, che lo aveva ingannato facendogli credere di doversi guadagnare il Paradiso impedendo i crimini prima che essi venissero compiuti. Gli occhi preveggenti erano il mezzo attraverso cui Kyle doveva attuare ciò: è il suo dono e la sua maledizione.
Ora, però, qualcos' altro è cambiato: Kyle ha abbandonato la carriera da supereroe, nella speranza di condurre una vita normale. Ma è ciò davvero possibile? Ora che i suoi poteri sembrano aumentati? Ora che è più che mai certo della veridicità delle sue visioni? Ora che sa ciò che accadrà a breve? L' episodio di Warbird glielo ha dimostrato, più di ogni altra cosa. Ora è Strange ad essere in pericolo: o forse non più, forse è già troppo tardi. Kyle aveva chiesto per telefono informazioni a Wong e lui, con tono affranto, gli aveva riferito che Strange era rimasto gravemente ferito in seguito ad uno scontro con Swarm. Ora è ricoverato in un ospedale di Los Angeles, con al suo fianco gli altri Difensori, ma presto tornerà a New York per essere sottoposto ad un intervento decisivo e delicato. Un altro effetto dell' impotenza di Kyle? La visione di un pericolo imminente che gravava sulla testa di Strange lo tormentava da tempo, ma non aveva mai osato riferirglielo. Ed ora ne paga le conseguenze.
Proprio ora che ci sarebbe bisogno del Mago Supremo: Topaz, la ragazza che aveva collaborato con Strange durante uno degli attacchi di Dormammu,* è riapparsa, denutrita e spaventata, in un vicolo di New York. Le è accaduto qualcosa, che non riferirà a nessuno se non a

* V. Wiz 50/54

Strange, in questo momento impossibilitato a farlo. È la colpa di tutto ciò è da imputarsi a Kyle?
Oppure no? Forse questi eventi erano davvero inevitabili e bisogna imparare dagli errori commessi perché non si ripetano più in futuro. L' affarista si guarda intorno e ripensa a come abbia ricostruito la Richmond Enterprises praticamente dal nulla, questo non conta? Se non fosse stato per il prezioso aiuto di Yvette Freeman… Già, Yvette: credeva che il suo fosse solo un interesse professionale, ma ha scoperto che potrebbe essere molto di più. Si sente pronto? Non sa cosa rispondersi.

Base dell' Impero Segreto.

"Dunque, Dr. Malus?" chiede Numero Uno.
"È giunto il momento che lei attende da una vita" comunica il malvagio scienziato "Sono finalmente riuscito ad ideare un perfetto corpo androide per lei, privo solo della testa. Testa che lei sarà ben lieto di fornire".
"Esatto" conferma Uno "È tutto ciò che era rimasto integro di me dopo… quella tremenda esplosione. Poi è arrivato Numero Due e mi ha dato una seconda possibilità. Ma lasciamo da parte i ricordi: è qui il robot?".
Karl Malus trascina dentro qualcosa coperto da un ampio lenzuolo, lo scopre e davanti a Numero Uno si para una visione paradisiaca: un nuovo corpo, una nuova vita. I circuiti del computer che lo animavano improvvisamente si spengono e tutte le informazioni raccolte vengono conglobate nella sua testa appesa al soffitto. I cavi che la tenevano legata al computer si staccano uno ad uno, finchè ne rimane solo uno che, con precisione millimetrica, colloca la testa di Numero Uno sul corpo androide.
"Eccellente" afferma il leader dell' Impero "Ora mi sento davvero completo. Così avrò finalmente la possibilità di parlare con gli altri membri, ci sono alcune cose che vanno chiarite".
"E le buone notizie non terminano qui" continua Malus "Il ripristino di Lightmaster è ormai quasi terminato, inoltre sono finalmente riuscito a riattivare il cavo di synthecon. La sua superficie dorata risplende ancora".
"Sapevo che era un affare associarsi con lei, Malus" dice Uno "Ultimamente abbiamo subito troppe sconfitte e ne abbiamo pagato le conseguenze: ora la Oracle ha un nuovo proprietario, colui che ha tentato di penetrare nei nostri database e che un giorno potrebbe risalire a noi. Dovremo tenerlo d' occhio. Ma ora andiamo a dare una occhiata al nostro nuovo acquisto".

Richmond Enterprises.

"Come procedono gli affari, Yvette?" chiede Kyle.
"Benissimo, come al solito. Fortunatamente" risponde lei.
"E la nostra ospite?".
"Si è ormai praticamente ripresa". E, a conferma di quanto detto, dopo pochi secondi una stranita Topaz entra nella sala, affascinata dai numerosi computer che la adornano.
"S… Salve" dice con timidezza.
"Come ti senti?" chiede Kyle, avvicinandosi.
"Bene, direi bene. È come se fossi appena uscita da una infinita oscurità" risponde Topaz.
"Purtroppo Strange non si trova in questo momento a New York, ma andremo da lui appena torna".
"Devo vederlo appena possibile, devo riferirgli una notizia importante e privata".
"Comprendo".
"Tu come lo conosci?".
"Diciamo che… è un amico di vecchia data".
"Ma ti vedo agitato" nota Topaz "Stai male?".
"No" risponde Kyle "È che oggi attendo la visita di una persona… un po' originale, per una importante questione personale. La rimando da troppo tempo, perché volevo confidarmi con qualcuno che potesse comprenderla. E finalmente dopo lunghe ricerche, l' ho trovato".
"Oh, mio Dio!". L' esclamazione di Yvette fa convergere i volti dei due verso di lei, poi nella direzione del suo sguardo. C'è un uomo sulla soglia, un uomo che la donna conosce molto bene: il suo ex marito Duane Freeman.
"Chiedo scusa" chiede l' agente governativo "Ma ho una cosa importante da riferire… alla mia ex consorte". Ma Yvette pare non volerne sapere.
"Mi spiace essere brusco e scortese" interviene Kyle "Ma devo invitarla ad andarsene: miss Freeman non ha certo un ricordo piacevole di lei e non può capitare qui d' improvviso e pretendere che nulla sia accaduto".
"Chiedo solo poche ore di colloquio personale, è una questione di importanza vitale".
"Il nostro matrimonio era una questione di importanza vitale" afferma Yvette "E a te non è mai importato, alla fine hai sempre anteposto il tuo lavoro a me. Non abbiamo più nulla da spartire, ora… ho ben altri interessi". E il suo sguardo per un attimo incrocia quello di Kyle.
Duane pare stia per replicare, poi, capendo tutto, china il capo ed esce senza aggiungere una parola. Kyle non sa se dire qualcosa o meno a Yvette quando, improvvisamente, un rumore di tamburi inizia a risuonare nella stanza. Topaz sta per spaventarsi, ma Kyle spiega:"Non aver paura, è quella persona di cui ti parlavo prima. Si presenta sempre così".
Ai tamburi segue una nebbia che pare sollevarsi dal pavimento come per magia. Infine, in mezzo a quella nebbia, compare una persona che si fa avanti e dice:"I servigi di Fratello Voodoo sono stati richiesti. Ed io sono qui per metterli in atto".

Base dell' Impero Segreto.

"Voglio complimentarmi con te, Whiplash primo" dice Numero Uno "La tua presenza fa onore alla nostra organizzazione".
Mark Scarlotti non sa cosa ribattere, intimorito dal volto metà umano e metà metallico di colui che gli sta davanti, e si limita ad annuire.
"È da una vita che aspettavo di parlare con te!" dice un' altra voce, quella di Imus Champion "Iniziavo a credere che non esistessi".
"Numero Tre" esclama Uno "Con mio rammarico uno dei membri più indisciplinati di questa organizzazione. Potrei essere costretto a prendere provvedimenti contro di te, un giorno".
"Non credevo esistessero delle regole. E, ora che vedo il tuo vero aspetto, inizio a dubitare della bontà della mia scelta".
"Ed io della mia" ribatte Uno "Finora non hai fatto nulla per aiutarci".
"Sono in procinto di farlo, invece. Ti interesserebbe il raggio di Melter?".
Il volto di Uno si anima di quella che potremmo definire sorpresa:"Possiedi il raggio di Melter?".
"Esattamente" conferma Champion "Ho visto che in questa base i 'gadget' di vari ex supercriminali la fanno da padrone. E, nonostante i Vendicatori abbiano sottratto gran parte della mia attrezzatura, qualcosa mi è rimasto". "Roba che avrei per altro scartato, ma a questo folle per qualche motivo interessa" pensa l' uomo alto più di due metri e mezzo.
"Allora il mio giudizio di prima sta per rivelarsi affrettato" dice Uno "Quando sei in grado di farmelo ottenere?".
"L' avrai domani" afferma Champion e subito dopo si allontana. Durante il tragitto pensieri che da tempo si agitano nella sua mente diventano sempre più concreti:"Se continuiamo così non andremo da nessuna parte: dicono che abbiamo ottenuto molti risultati, ma io non ne vedo alcuno. Ed il malcontento non è solo in me, forse è giunto il momento di cavalcare questa delusione degli altri membri dell' Impero. Numero Uno verrebbe messo in disparte e finalmente l' Impero Segreto potrebbe fomentare il vero caos. Ed io lì, al posto di comando, ad osservare. Credo che parlerò presto a Numero Quattro".
Intanto, Numero Uno e il Dr. Malus si recano in un' altra stanza del complesso. Prima di entrarvi, però, incrociano la strada con Numero Due.
"Ti sei assentato a lungo, Due. Mi sapresti dire il motivo?" chiede Uno.
"Vedo che ha finalmente riacquistato un corpo. Io sono… andato a raccogliere informazioni su Bolt, il membro del Congresso" risponde Due.
"Ah, una nostra spina nel fianco da tanto tempo, unitamente all' assessore Daniels. Abbiamo prima tentato di uccidere quest' ultimo*, poi abbiamo tentato di bloccarlo mentre riferiva il suo progetto di legge ad un uomo importante quale Bolt è**, ma ci è andata male in entrambi i

* V. Difensori 4
** V. WorldWatch 3

casi. Se questa legge di un più severo controllo dei sistemi informatici aziendali venisse approvata dal Congresso, ed in un periodo come questo non mi stupirei che accadesse, potremmo venire scoperti. Non bisogna permetterlo".
"Bolt verrà a fare una serie di conferenze qui a New York tra un paio di giorni, direi di approfittarne".
"Sono d' accordo: la missione è importante e non esiteremo ad utilizzare tutti i mezzi e i criminali a nostra disposizione, inizia subito a radunarli".
"Dove si sta recando?" chiede Due.
"Vai, Due, prima che inizi a perdere la pazienza" conclude Uno. Il suo sottoposto esegue prontamente. Una volta sparito alla vista, Malus e Uno entrano nella stanza, che si rivela un piccolo laboratorio con un unico esperimento in corso. Un esperimento che riguarda un uomo rivestito di una imponente corazza robotica.
"Quest' uomo è il professor Anthony Power" dichiara Malus "O meglio, il corpo è quello di suo figlio Matthew, governato dalla sua mente. Almeno fino a poco tempo fa".
"Quest' uomo è stato per un certo tempo Numero Uno dell' Impero Segreto, vero?" chiede Uno più che altro per dire qualcosa, poi si avvicina:"Sai, Power, sotto certi aspetti io e te siamo molto simili, ma diversamente da te io uso più la logica. Non perdo tempo a bombardare la Russia o a far volare castelli per aria. A quanto pare sei stato molto impegnato per un po', poi si sono perse le tracce di te"*.

* Per la precisione non si vedeva da X-Men Annuals 2

"Già, è stato trovato alcune settimane fa da alcuni vostri uomini nella contea di Putnam" spiega Malus "Si ignora il motivo per cui fosse lì, comunque si è riusciti a far passare la cosa sotto silenzio. Il suo corpo era inerte, pareva senza vita e l' hanno portato qui per tentare di rianimarlo. Cosa che io ho fatto con successo".
"Non mi aspettavo di meno da lei. Può attivarlo adesso?".
"Certamente… Ecco" gli occhi di Power si animano "Può parlargli".

"Power!".
"Sì, signore!".
"Power, stiamo finalmente per intraprendere la nostra nuova missione, sei pronto?".
"Pronto come non mai, signore!".
"Ecco il nostro nemico: si chiama Kyle Richmond… Power, come mai quella faccia da deficiente?".
"Signore, credo di conoscerlo, signore".
"Non me ne frega niente se lo conosci: devi attaccarlo nella sua postazione e causare il maggior numero di danni, uccidilo anche, se desideri!".
"Signore, perché mai devo farlo?".
"Le spiegazioni non si danno a degli stronzi come te, Power! Agisci e basta! Hai capito?".

"Hai capito cosa devi fare, Power?" chiede Uno "Devi attaccare la Richmond Enterprises. Dopo circa dieci minuti potrai andartene via di lì".
"Ho compreso, signore" risponde Power.
"Lo liberi" ordina Uno a Malus, che esegue prontamente.
Power viene staccato dal suo cavo di alimentazione, i suoi occhi si guardano intorno, poi brillano di luce sinistra:"Obiettivo: Kyle Richmond".
"Proprio ciò di cui avevamo bisogno" pensa Uno "Un uomo che ha perso totalmente la sua umanità, come è accaduto a me. Ma io ho conservato la capacità di pensiero, è questo che mi rende superiore". "Vai, Power!".

Richmond Enterprises.

Kyle e Fratello Voodoo si sono ritirati in una stanza appartata. L' aspetto di questo insolito stregone continua a stupire l' affarista, che non sa da che parte iniziare. È Jericho Drumm, allora, a parlare per primo:"Il tuo silenzio equivale a più di mille parole. Vedo che stai vivendo un grande tormento, causato da un tuo improvviso ritorno dal mondo dei morti. Un ritorno che ha lasciato più di una ferita nel tuo animo. Vuoi che esanimi più a fondo il tuo spirito per comprendere meglio ciò che ti affligge?".
Kyle annuisce ed in risposta una sottile nebbia inizia a circondarlo: una nebbia fitta, ma che comunque è in grado di calmarlo. Passa un numero imprecisato di minuti, al termine dei quali Fratello Voodoo esclama:"Non posso credervi: sei stato a stretto contatto col Diavolo e sei qui a raccontarlo. E il marchio di questa esperienza è impresso a fondo dentro di te: e qualcosa del Diavolo tu porti con te. Sempre".
Incredibile, quest' uomo ha già capito tutto.
"Hai cercato conforto spirituale, inizialmente" continua Drumm "Ma non ti è bastato: volevi riassaporare il gusto della vita, il piacere della sfida che così a lungo aveva caratterizzato la tua precedente esistenza. Questa azienda ne è la dimostrazione. Vedo che dentro di te hai un grande potere, che a causa del fatto che sei stato in coma per molti anni si è recentemente incrementato, come un animale tenta di adattarsi ad un nuovo ambiente".
È questa dunque la spiegazione al fatto che, ultimamente, i suoi poteri si fossero manifestati anche di giorno. Dopo una vita passata al buio, la luce è sembrata quasi una benedizione. Quel siero mistico che bevve tanti anni prima, dunque, sta estendendo i suoi effetti.
"E cosa posso fare per liberarmi da questo peso che grava sulla mia anima?" chiede Kyle.
"Usare i mezzi che ti ha fornito il Diavolo" afferma Fratello Voodoo "Vedo stupore sul tuo volto, ma se ci pensi bene è così. Ha voluto metterti alla prova, una prova che forse non hai ancora superato pienamente. Quella che tu definisci una maledizione in realtà è un dono, che devi saper usare nel modo appropriato".
"Alcune persone potevano morire per le visioni di questo dono, ho usato violenza su di loro".
"No, hai solo visto eventi futuri, che avresti potuto prevenire, anche senza l' uso della violenza. Evitare l' inevitabile, è questo ciò che devi fare. Usare ciò che ti ha dato il Male e tramutarlo in Bene. Questo è tutto quello che avevo da dirti: tienilo bene a mente". La nebbia si alza nuovamente, i tamburi risuonano ancora e poco dopo Fratello Voodoo è scomparso, lasciando dietro di sé un Kyle Richmond ancora incerto del suo ruolo.

"Power, ci stiamo avvicinando al bersaglio!".
"Lo vedo, signore! Sono pronto a fargli ingoiare il piombo!".
"È così che mi piaci, Power, non come quando ti comporti da bambinetta!".
"A morte il nemico!".

"Vedere la mia maledizione come un dono" pensa Kyle "Vedere, già… è proprio questo il problema: che forse mi ostino a non vedere". Il Male, sotto diverse forme, gli era stato vaticinato e lui non ha fatto nulla per impedirlo. Non è questo un comportamento ignobile, oltre che autolesionista? Il poter dare un po' di felicità a chi sta per subire dolore non vale forse la pena di soffrire un po'?
"Voglio concentrarmi" pensa ancora Kyle "Vedere cosa mi vogliono dire gli occhi preveggenti".
Il mondo dell' affarista diviene ammantato di oscurità, poi riapre improvvisamente gli occhi. E allora accade: la sua vista si offusca, poi si rifocalizza su ciò che accadrà di lì a poco. E… No, non può essere lui!
Kyle si precipita fuori dalla stanza, ma all' esterno tutto sembra proseguire normalmente. È una situazione che non è destinata a durare: improvvisamente una vetrata si infrange e davanti agli occhi atterriti della gente presente si para… il professor Power! Colui che tempo fa causò, seppur in modo indiretto, l' uccisione di Kyle Richmond. Una persona che l' affarista non ha mai visto direttamente in faccia, ma che conosce comunque molto bene.
"Uscite tutti!" urla Kyle "È me che vuole!".

"Power, ecco il nemico!".
"Sembra così inerme, signore!".
"Power, chiudi quella cazzo di bocca e attacca!".

Power tenta di abbrancare Kyle, ma costui evita facilmente la sua presa. L' uomo corazzato inizia allora a sparare due raffiche in sequenza, ma anche queste vengono eluse.

"Signore, sembra quasi prevedere i miei colpi, signore!".
"Continua nel tuo attacco, Power, non resisterà a lungo".
"Cer… Signore, qualcuno ci spara!".
"Uccidilo, uccidi tutti i collaborazionisti del nemico!".

"Vai via, Yvette!" grida Kyle alla sua assistente, che ha tentato senza successo di colpire Power con la sua pistola. Gli occhi mandano una terribile visione all' affarista, ma stavolta non intende rimanere inerme:"No!" grida e, prima che Power possa stringere in una presa mortale Yvette, Kyle lo abbranca da dietro. Lo sforzo è tremendo, ma improvvisamente una forza, quella stessa forza che permette a Richmond di essere Nottolone, si attiva. Ed è giorno! Kyle scaglia via Power, che va a sbattere contro un muro. Non fa in tempo a rialzarsi che Kyle gli è subito vicino e inizia a tempestarlo di colpi. Sebbene l' armatura protegga Power, questa inizia a scalfirsi. Le mani di Kyle sanguinano, ma lui non ci fa caso: basta essere passivi, basta limitarsi ad ammirare il Male senza provare a sconfiggerlo.

"Power, questa resistenza è inaspettata! Forse sarà meglio battere in ritirata".
"No, signore, non importa, signore, il nostro obiettivo primario è la missione!".
"No, fig… Power! Devi andartene!".
"Cosa ha detto, signore?".
"Nulla, Power! Andiamocene!".
"No, lei ha iniziato una parola. Fig… Figlio! Certo, sei tu, papà!".
"No, Power, ti sbagli!".
"Sì, ora ricordo! La mia coscienza aveva iniziato a riaffiorare e tu hai tentato di seppellirla fingendoti un dispotico comandante, facendomi rivivere quegli orrori che già una volta dovetti con angoscia affrontare! Lo hai fatto per non svelare cosa avevi fatto a tuo figlio, ma ora so tutto! Trattarmi in quel modo, padre, come un oggetto da giostrare come ti pareva. Mi hai spedito a combattere una guerra ingiusta, e non perché eri orgoglioso di tuo figlio, ma perché volevi soddisfare la tua vanagloria personale! Non mi hai mai amato, padre, ed ora la missione è terminata!".
"Cosa intendi dire? No, fermo, nooooo!".

Kyle improvvisamente si blocca: ha un' altra visione o Power si sta contorcendo? È come se stesse lottando contro sé stesso, dentro sé stesso. Cosa può aver causato tutto ciò? Non vi è risposta, poiché in quel momento una raffica magica colpisce Power, mandandolo al tappeto. Una raffica lanciata da Topaz, il cui volto è più determinato che mai:"Non mi ha lasciato scelta, Kyle" tenta di scusarsi.
Ma non è questa la principale preoccupazione dell' affarista. Si china accanto al corpo inerme di Power, sembra immoto quando improvvisamente costui riapre gli occhi e lo afferra al braccio destro:"L… L' Impero Segreto… S… Sono stati loro. Devi guardarti dall' Impero Seg…".

"Alla fine ho vinto io, papà!".
E il mondo di Matthew Power torna ad essere ammantato di oscurità.

"Kyle, è…" inizia Yvette.
"Non te lo so dire, purtroppo" risponde lui "Di umano in lui era rimasto ben poco, eppure sembra che alla fine in lui abbia prevalso l' umanità alla fredda logica dello sterminio".
"Topaz, chiama la polizia!" ordina Yvette, che tenta vanamente di mascherare il suo stupore di fronte a ciò che ha appena visto fare da lei. Poi si avvicina prontamente a Kyle:"Mio Dio, ma tu sanguini! Prendo subito delle garze".
"Non è nulla, Yvette" afferma Kyle, che poi pensa:"Anzi, questo giorno mi ha fatto capire molte cose. Ora comprendo le parole di Fratello Voodoo. Se usati in modo corretto gli occhi preveggenti possono evitare molte disgrazie: se non mi fossi affidato a loro, oggi Yvette sarebbe rimasta uccisa. No, cose del genere posso e devo evitarle. Ciò che non posso evitare, invece, è ciò che sono: avevo scelto di non essere più un supereroe, una persona che si distingue dalle altre. Beh, sarebbe insensato e folle continuare su questa via: devo accettare quello che sono. Kyle Richmond, sì, ma anche Nottolone! È il mio dono e la mia maledizione. La mia benedetta maledizione".

Base dell' Impero Segreto.

"Come è andata?" chiede Numero Due.
"Male, purtroppo" risponde Numero Uno "Ho sentito, dai rapporti della polizia, che per motivi a me ignoti, Power è stato reso inerme in pochi minuti e ho preferito non rischiare. Ma la cosa ha poca importanza: la Richmond Enterprises era un obiettivo minore. Quello che mi preoccupa, invece, è la nostra continua carenza di agenti superumani".
"Stiamo per porvi rimedio. Lightmaster sta per essere riattivato e abbiamo trovato i soggetti adatti perché divengano tutt' uno col cavo di synthecon".
"Dovremo trovare anche un candidato adatto a divenire il nuovo Melter".
"Sarà fatto" dice Due avviandosi all' uscita.
"Aspetta un momento, Due" lo blocca Uno "Speravi di farla franca, ma ti è andata male".
"Cosa intende dire?" chiede Due con tono preoccupato.
"Intendo dire che hai tentato di avvertire la tua ex moglie dell' attacco di oggi: sei ancora legato a lei. I sentimenti del passato vanno messi da parte, Due, altrimenti, pur dovendoti io molto, non esiterò a sbarazzarmi di te. Hai capito, Duane Freeman?".
L' agente governativo annuisce con lentezza dettata dalla paura.

Quella notte.

Kyle Richmond contempla la città, che ultimamente ha dovuto subire molte ferite, soprattutto nel suo animo. Ciò che è capitato a lui. Ma gli abitanti sono riusciti a riprendersi, hanno ritrovato dentro di loro la forza per reagire, per andare avanti. E, finalmente, l' ha ritrovata anche Kyle. Davanti a lui si prospetta un futuro oscuro, che lui può però impedire. Dunque Nottolone si solleva di nuovo in volo!
"A quanto pare l' Impero Segreto mi ha preso di mira" pensa "Scoprirò perché e chi c'è sotto, coi miei occhi posso farlo: non servono solo per vedere. Inoltre impedirò l' avvento dei demoni! Il tempo è vicino, ma posso farcela!".
E pochi secondi dopo scompare all' orizzonte.

Note: Concentriamoci su uno dei coprotagonisti della storia, il Professor Power.
Un personaggio che, inizialmente, era un consigliere presidenziale impaurito da un possibile ritorno della Guerra Fredda. Convinto che gli Stati Uniti dovessero sbarazzarsi del suo più pericoloso nemico, la Russia, tentò per ben due volte di bombardarla, ma venne fermato prima dall' Uomo Ragno e dal Professor X, poi dai Difensori. Fu proprio combattendo col non-gruppo che decise di inserire la sua mente nel corpo in stato comatoso di suo figlio Matthew, reduce di guerra che aveva assistito ad indicibili orrori che lo avevano posto in un apparentemente eterno stato catatonico. Dopo aver tentato di estirpare un altro, a suo dire, possibile pericolo quale la razza mutante, era scomparso dalle scene misteriosamente. Con questo racconto abbiamo scoperto perchè.
L' Impero Segreto ha posto i suoi occhi sull' onorevole Bolt, che forse ricorderete come comprimario del ciclo del "Ritorno" di Capitan America ad opera di Mark Waid. In quelle storie era solo un candidato, qui ha fatto il grande passo. Quando si dice la carriera.

 


Capitolo Primo
IL SIGNORE DEI MILLE ANELLI

Base dell' Impero Segreto.

"Edwin Cord" chiama Imus Champion "Alias Numero Quattro".
L' uomo si volta, dentro il cappuccio il volto pieno di rabbia:"Zitto! Quel nome non deve essere pronunciato qui dentro".
"Già, sono solo io l' unico essere sfortunato di cui tutti conoscono l' identità".
"Come hai fatto a scoprire chi ero?" chiede Cord.
"Tu stesso rimarresti stupito della potenza dei miei mezzi di informazione. C'è solo una cosa che non mi è chiara: perché sei entrato nell' Impero Segreto?".
Cord distoglie lo sguardo un attimo, poi parla:"D' accordo, te lo dirò, è una cosa che mi tengo dentro da molto tempo e forse rivelarla a qualcuno mi servirà da sfogo. Avevo un fratello tempo fa, si chiamava Drexel, un industriale come me. Ma il suo genio veniva continuamente offuscato dalle invenzioni del celebre affarista Tony Stark. E allora attuò il proposito più antico del mondo: la vendetta. Costruì un robot, lo chiamò Demolitore, e lo spedì contro Stark, che venne però protetto dalla sua guardia del corpo, Iron Man. Alla fine, però, mio fratello capì il suo errore e riuscì a bloccare il robot a costo della sua vita. E senza che nessuno alzasse un dito per aiutarlo, anzi, sua figlia Janice, la mia ignobile nipote, si mise insieme proprio a Stark. Io ho ereditato l' impero di mio fratello e l' ho espanso, creando la celebre armatura Mauler dai suoi progetti. Ma dentro di me ho un odio per i supereroi, che hanno causato la morte di due miei familiari".
"Da questa è nata la tua campagna contro i Thunderbolts?".
"Esatto: volevo far capire alla gente che adorare certi personaggi può rivelarsi un pericolo, come appunto è accaduto nei confronti di quel gruppo. Il giorno prima sono degli eroi, il giorno dopo sono esseri malvagi, questo non deve essere permesso".
"Però sono certo che l' essere entrato in questa organizzazione non ha giovato a ciò, vero?".
Cord annuisce:"Verissimo: mi avevano fatto delle promesse che non sono state finora mantenute. Ed ora che finalmente Numero Uno si è mostrato potrò dirgli ciò che penso".
"Ti consiglio di non farlo, invece" dichiara Champion "Poiché ho in mente un progetto migliore, che se si realizzerà potrà portare a compimento tutto ciò che desideri".
"Sono tutt' orecchi".
"Allora andiamo nei miei alloggi, quelli di certo non sono sorvegliati. Me ne sono assicurato personalmente".

Aeroporto LaGuardia di New York.

L' uomo osserva l' aereo atterrare placidamente sulla pista e si reca all' uscita passeggeri. Sa già cosa accadrà tra poco e dentro di sé se ne dispiace. Fortunatamente alla fine era riuscito a ritrovare i suoi compagni ed aveva potuto prenotare questo volo solo per loro.
Ad un tratto una barella, trainata da due infermieri, esce dal portellone:"Fate spazio, abbiamo un malato qui che deve essere portato subito all' ospedale".
Dietro appaiono altre tre persone:"Andrà tutto bene Stephen" afferma Dane Whitman "Verremo anche noi all' ospedale".
"Ed io vi seguirò" dichiara Kyle Richmond, facendosi avanti.
Strange boccheggia questa frase:"Ti ringrazio per la tua premura, Kyle".
"Questo e altro per te. Forza, voi infermieri, andate!".
Dietro Whitman appaiono sconsolati Carol Danvers e Anthony Davis.
"Ed ora che siete tutti qui" afferma Kyle "Devo riferirvi una cosa".
"Se puoi scusarmi un attimo…" lo interrompe Anthony, dirigendosi verso i bagni.
La scena solleva un po' di stupore tra i suoi amici, poi Kyle dice:"Sappiate comunque che sono tornato ad essere Nottolone".
Una frase non udita da Anthony, che sgattaiola in una toilette insolitamente pulita. Non vi è nessuno all' interno, cosa che rende più semplice ciò che sta per fare. Disattiva il suo induttore di immagini e ritorna ad essere Ringer. Si toglie l' elmetto e scopre con rammarico che ciò che aveva visto sull' aereo è la pura verità: i suoi capelli sono tutti bianchi, ormai, senza contare che anche il braccio destro e la gamba sinistra ora sono ricoperti di rughe. L' energia mistica che sorregge il suo corpo si sta lentamente esaurendo e, come se non bastasse, a volte si sente debole, privo di forze. Quanto tempo ancora gli resta?
Ringer riattiva l' induttore di immagini ed esce dal bagno: sta per dirigersi verso i suoi compagni quando una immagine su un giornale gettato in un cestino attira la sua attenzione. Anthony lo prende in mano e poi… la sua ira inizia a crescere:"Come hanno potuto permetterlo?" pensa "Quest' uomo è un essere infame e non ha affatto pagato per ciò che ha fatto nei miei confronti, anzi, è stato premiato! Ma a quanto pare so dove trovarlo". Rigetta dunque il giornale nel cestino e si dirige frettolosamente verso l' uscita, dimenticandosi dei suoi amici. Ora ha qualcosa di più importante di cui occuparsi. Chiama un taxi, benedicendo dentro di sé Whitman per avergli prestato qualche dollaro, e quando il guidatore gli chiede la destinazione lui risponde:"Quinta Avenue".
Intanto, all' interno dell' aeroporto, i suoi compagni cominciano a preoccuparsi della sua prolungata assenza e, dopo qualche secondo, cominciano a cercarlo. Dappertutto. Ed invano.
"Avete smarrito qualcuno?" chiede una hostess.
"Sì, un nostro amico" dice Carol "Aveva un abito e pantaloni neri, così come neri sono i suoi capelli. Circa trent' anni".
"Un uomo con queste caratteristiche l' ho visto uscire pochi minuti fa" risponde la hostess "Sembrava molto arrabbiato".
Kyle porta allora in disparte Dane e Carol:"Ringer ha avuto forse problemi ultimamente?".
"No, perlomeno io non ne ho notati" risponde Dane "Chissà, forse era solo frustrato per la condizione di Strange ed è voluto uscire a fare quattro passi. Tanto sa dove trovarci".
"Senza avvertirci? Strano. E se invece ci fosse qualcos' altro? Dovremmo cercarlo, ma nello stesso tempo ci sono altre importanti questioni che ci attendono".
"Questioni di che genere?".
"Affari molto segreti".
Kyle e gli altri escono a loro volta dall' aeroporto, non notando il giornale buttato via da Ringer. Sulla cui pagina iniziale campeggia, in basso, questo titolo:

LA STORIA DI VITA E REDENZIONE DI ABNER JENKINS, UN TEMPO NOTO COME LO SCARABEO.

Volta.

Ritratto di un ex grande e potente uomo: Norman Osborn, alias Goblin, il cui impero di potere è crollato dopo che tutto il male a cui aveva dato vita gli si è ritorto contro ed ora, seppur unito ad un simbionte che incrementa notevolmente la sua forza, dosi massicce di dopamina ed una camicia di forza strettamente rinforzata gli impediscono qualsiasi movimento. A stento riesce ad aprire gli occhi, visto che in questa situazione si sente molto debole.
"M… Ma riuscirò ad uscire" sibila tra sé Osborn "Ed allora la pagheranno tutti". I suoi propositi di vendetta si bloccano quando avverte qualcosa attorno a sé. Un essere la cui malvagità è superiore persino alla sua. Un essere rivestito da un ampio mantello nero. Darklady.
"A quanto pare non dovrò faticare molto" dichiara la malvagia donna, visibile grazie alle sue arti magiche solo a Osborn.
"Stai indietro!" implora l' ex imprenditore, che, per la prima volta da tanto tempo, ha paura.
"Su, non ci vorrà molto. E poi non eri tu quello che aveva grandi piani per l' umanità? Beh, ne ho anch' io. Decisamente migliori". Darklady posa la sua mano sulla fronte di Osborn e in pochi secondi ottiene le informazioni che desidera.
"Quello che vuoi fare…" dice Osborn "È' meraviglioso, lascia che vi partecipi anch' io".
"Spiacente, ma temo di dover fare a meno del tuo aiuto" conclude Darklady, cancellando nello stesso tempo la memoria del suo passaggio. Senza aggiungere altro si teleporta nel caveau di una banca, dove apre una cassetta di sicurezza dentro la quale vi è… il secondo frammento!
"Meno tre" dichiara Darklady.
Intanto alla Volta Osborn è di nuovo colto da sensazioni di debolezza. Ad un tratto entra un Guardiano:"La tua consueta dose di dopamina, Osborn" dice.

New York General Hospital.

"Come sta il paziente, dr. Wilmott?" chiede Carol Danvers.
"Strange non mi ha affatto aiutato" risponde il dottore "Gli avevo detto di tenere a riposo le sue mani in questo periodo e invece… si è voluto imbarcare in qualche viaggio lontano. Per fare cosa, poi?".
Carol non sa cosa rispondere ed interviene Dane in suo aiuto:"Non lo sappiamo nemmeno noi, ci hanno chiamato da Los Angeles e siamo andati a prenderlo".
"Già prima l' intervento era difficile. Ora è quasi impossibile".
"Ma ci proverà, vero?" chiede Kyle.
"Certo: ho fatto una promessa e, come uomo prima che come dottore, intendo mantenerla. Ora scusate, ma devo andare a controllare le lastre".
Una volta che il dottor Wilmott è scomparso alla loro vista, i tre eroi rimangono per qualche secondo in silenzio, poi Dane chiede:"Dovevi dirci qualcosa di importante, Kyle?".
"Sì, andiamo in un luogo isolato per non farci…".
In quel momento una voce femminile dietro di lui lo chiama: la voce di Topaz, il volto grandemente preoccupato:"Kyle, hanno già portato qui Stephen?".
"Sì" risponde l' affarista "Ora è sotto attenta osservazione da parte dello staff medico. Come hai appreso questa notizia?".
"Ho udito la chiamata che hai fatto a Yvette: dalle sue parole si capiva benissimo ciò che era accaduto. Ha tentato di trattenermi, come se non sapessi badare a me stessa, ma sono comunque uscita, ho preso un taxi ed ora sono qui".
"Non devi incolpare Yvette per ciò che ha fatto, tentava solo…".
"Quella donna non mi sopporta. E tu lo sai. Ma non voglio parlarne adesso, posso vedere Stephen?".
"Purtroppo no, comunque se ti va puoi rimanere qui in attesa, mentre io accompagno questi miei amici… a bere qualcosa al bar. Sai, troppa tensione ultimamente. Ci vediamo dopo". E senza aggiungere altro, Kyle Richmond porta via i suoi compagni di squadra, ora decisamente curiosi di apprendere ciò che è accaduto durante la loro trasferta.

Base dell' Impero Segreto.

"Allora, Dr.Malus?" chiede Numero Uno.
"Ormai ci siamo vicini" risponde il malvagio scienziato. Davanti a lui un immenso globo di luce che pare debba espandersi all' infinito. "Quando ho scoperto che Lightmaster trae il suo potere da quella che potremmo chiamare una Dimensione di Luce, è stato relativamente facile attingere ad essa per ripristinare il suo potere. Ed ora… completato!".
Il globo assume consistenza umanoide, poi ogni traccia di luce scompare e rimane solo l' insolito criminale dal costume giallo oro.
"Bentornato tra noi, Dr. Edward Lansky" dice Numero Uno "Ho una interessante proposta da farle".

Palazzo dei Vendicatori.

Prima che Jarvis apra la porta, il campanello ha già suonato cinque volte. Il suo visitatore è alquanto impaziente. Quando vede il suo volto, non può fare a meno di chiedersi chi sia.
"Spiacente, signore, ma i Vendicatori…".
"Vorrei incontrare Abner Jenkins, per cortesia. Sono un suo vecchio amico. Ho letto una sua intervista sul giornale e… vorrei rivederlo".
"Prego, si accomodi" dice Jarvis, indicando una sedia. Ma l' uomo rimane in piedi.
Il fedele servitore non è uno sprovveduto: questa persona ha qualcosa di strano. Eppure gli allarmi del Palazzo non hanno suonato, chissà come mai. Si dirige dunque nei sotterranei, dove si trova il garage presso cui Abe sta lavorando sul motore di un quinjet, per poter allontanare la sua testa dalla scomparsa di Songbird, avvenuta ormai due giorni fa. Un tempo infinito per un uomo innamorato*.

* V. Vendicatori 13

Informato della visita, Abe chiede a Jarvis di portare qui sotto l' uomo e di lasciarli soli. Così accade.
"Devi scusarmi" inizia Abe "Ma non ho idea di chi tu sia. Sei forse un mio ex collega di lavoro?".
"Mi chiamo Anthony Davis, Jenkins. Non ti ricorda niente?".
Abe sobbalza: come è possibile? "Menti! Davis è stato ucciso!".
"Precisamente" risponde Ringer "E tu come ti senti ad aver contribuito alla mia morte?".
"Non ti credo. Sei di certo il suo impostore, quello che ha tentato di uccidermi qualche tempo fa!"*.

* V. Vendicatori 7/8

"Ah, è vero, avevo quasi scordato il mio emulo, comunque io sono l' originale. E, se non credi alle mie parole, allora credi a questo" afferma Anthony disattivando il suo induttore di immagini e ritornando ad avere indosso il suo costume.
"No, è impossibile!" esclama un Abe sempre più teso "Come hai fatto ad evitare i sistemi di sicurezza del palazzo?".
"Chissà: forse perché sono un morto vivente o perché il mio induttore di immagini è opera del proprietario di questo edificio. Ma ora io e te…".
"Armatura!" grida Abe e in pochi secondi, così come accade a Tony Stark quando diviene Iron Man, Jenkins si circonda della protezione della sua armatura di Mach-1!
"Aspetta un secondo…" inizia Ringer.
"Non aspetto nulla: c'è un solo motivo per cui tu sei venuto qui a trovarmi. E non te lo permetterò!".
"No, non hai capito…". Ma poco dopo Ringer deve ricorrere a tutta la sua agilità per evitare una raffica di Mach-1, che contemporaneamente si solleva in volo, essendo il soffitto del garage posto molto in alto. "Ok, con le maniere buone non si ottiene nulla, sembra" dice Anthony "Proviamo con le cattive". Osserva il suo avversario lì in alto e, improvvisamente, sa di poterlo raggiungere. Ed anche lui si libra in aria!
"Cosa?" esclama un incredulo Abe Jenkins "E da quando sai volare?".
"Beh, a dire la verità l' ho scoperto solo adesso" risponde pacato Ringer.

Oracle Inc.

"Allora" esclama Namorita rivolta a suo cugino Namor "Com'è essere di nuovo al posto di comando?".
"È una strana sensazione" risponde Sub-Mariner "Mi ero quasi disabituato ad indossare abiti eleganti e firmati, a prendere decisioni in modo continuo, insomma, a rivivere la vita di una azienda. Però, devo ammettere che è una sensazione che mi aggrada. E non poco".
"Ed intendi riprendere un discorso interrotto con questa azienda?".
"Esattamente: si può fare molto, soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia della fauna e flora marina. Ti ringrazio comunque per aver messo a disposizione il tuo appartamento di Long Island in favore di Johnny Horton: ha fatto molto per noi, era giusto che venisse in qualche modo ricompensato. A proposito di abitazioni, come ci si sente ad alloggiare al Four Freedom Plaza?"*.

* Prima di questa storia Nita si è unita alla Fantastic Force nella omonima serie MIT

"Diciamo che mi devo ancora abituare" risponde Namorita "Spero non ti sia dispiaciuto se ti ho abbandonato proprio nel momento in cui avevi più bisogno di me, ma anch' io ho dei discorsi in sospeso, che intendo risolvere al più presto".
"Ed è giusto che tu lo faccia, come dovrò farlo anch' io al più presto".
"Stai parlando del tuo regno, vero?".
"Precisamente: è ormai giunto il tempo che io ritorni a Nuova Atlantide e faccia capire ai miei sudditi che è arrivato il momento di cambiare pagina. Ed entrare nella storia".

All' esterno del New York General Hospital.

"Se non fosse che a cose del genere ci sono praticamente abituato" dice il Cavaliere Nero "Ti porterei subito al più vicino istituto psichiatrico".
"Deve essere stato terribile, Kyle" aggiunge Carol Danvers "Tutte quelle visioni avrebbero portato alla follia chiunque".
"E non nego di esserci andato molto vicino" dice Nottolone "Ma ora ho imparato a controllarle, mentre prima era differente: erano loro a controllare me, forse per questo esitavo a rivelarvi questo particolare. Ma da ora in poi si cambia pagina".
"Dunque tra qualche tempo dovrebbe avvenire una invasione di demoni?" chiede Dane.
"Esatto, di questo sono certo: sarà Darklady a dare vita a ciò e lo farà dalla dimora del Dr. Strange. Dovremo tenerla sotto attenta sorveglianza".
"Ma non è tutto, vero?".
"No, qualche giorno fa sono stato attaccato dal Professor Power, evidentemente sotto qualche controllo mentale. Alla fine è riuscito a prevalere e mi ha detto che dietro tutto ciò vi è l' Impero Segreto".
"L' Impero Segreto! Non so da quanto non sentissi più parlare di questi tizi. Cosa avranno in mente, ora?".
"Non ho una idea precisa, ma di certo nulla di buono" risponde Kyle "Però, come vi ho detto prima, ultimamente riesco a controllare meglio le mie visioni. Mi sono concentrato, ho pensato intensamente all' Impero Segreto ed i miei occhi preveggenti mi hanno rimandato una immagine ben chiara". L' affarista posa un giornale su un tavolino davanti a loro, in prima pagina campeggia la foto dell' onorevole Bolt, mentre il titolo annuncia la sua venuta in città oggi.
"Questo è uno dei loro obiettivi" dichiara Nottolone.

Base dell' Impero Segreto.

Numero Uno rimira per l' ennesima volta ciò che ha tra le sue mani: il raggio di Melter. Finalmente stamattina Champion glielo ha consegnato. Incredibile: un così semplice oggetto foriero di un potere che, se ben utilizzato, può rivelarsi letale. Ed il candidato adatto per esso è già pronto. Ma i suoi pensieri vengono interrotti dall' arrivo di Numero Due, l' agente governativo Duane Freeman, che porta con sé un ospite: Mark Scarlotti, alias Whiplash.
"Cosa succede?" chiede Uno.
"Vorrebbe parlarti" risponde Due.
Uno esita per qualche secondo, forse intuendo ciò gli verrà detto, poi afferma:"D' accordo, ma brevemente".
Whiplash si fa avanti senza paura:"Chiedo di uscire da questa organizzazione: ormai ho raccolto sufficiente denaro per garantire a me e mio figlio una vita serena e tranquilla. Inoltre ritengo di non esservi più di nessuna utilità, Whiplash II potrà assolvere bene ai miei compiti quanto me".
Inizialmente Numero Uno è tentato di afferrarlo violentemente alla gola: nessuno può permettersi di uscire dall' Impero Segreto per queste banali questioni. Poi si trattiene: la rabbia non si addice più ad un essere come lui, deve saperla controllare. Ma questo non vuol certo dire che questa offesa non debba essere ripagata.
"Ci devo pensare" risponde infine Uno "Per quanto tu possa dire, i tuoi servigi sono ancora molto preziosi".
"Ma veramente…" prova a ribattere Whiplash.
"Niente ma: e poi non ho detto no, ho detto solo che ci devo pensare".
Di fronte alla risolutezza di Uno, Scarlotti decide per il momento di non insistere:"Come desidera, quando vuole sa dove trovarmi".
Una volta che Whiplash è uscito, Uno chiede a Due:"E per quanto riguarda Bolt?".
"Sta arrivando adesso a New York grazie ad un traghetto, che in questo momento sta navigando sull' Hudson. Abbiamo già mandato i nostri due agenti: dovrebbero essere più che sufficienti".
"Molto bene" afferma Uno. Due sta per uscire, ma il leader dell' Impero lo richiama:"Fai venire qui Whiplash II. Immediatamente".

Palazzo dei Vendicatori.

"È inutile, Scream" dice Jenkins "Non ci casco più nei tuoi giochetti mentali".
"Scream?" esclama Ringer "Mi dispiace, amico, ma non sono chi pensi. Sono proprio io, Anthony Davis".
"Menti!" ripete Mach-1, lanciandogli contro un mini missile.
"Ma sei impazzito?" grida Ringer attivando in tempo il suo scudo protettivo contro cui il missile impatta senza che nessuno ne ricavi lesioni "Lo so che è difficile da accettare, ma sono proprio io. E poi, perché ti ostini a continuare le ostilità?".
"So cosa hai in mente: se sei davvero Ringer, vuoi vendicarti di me per ciò che ti ho fatto!".
"Se fossi ancora l' uomo di un tempo l' avrei fatto, non lo nego. Ma oggi sono un uomo diverso" risponde Davis, sorprendendo Jenkins che decide di ascoltarlo "È vero: all' inizio ero partito con l' intenzione di fartela pagare per le angherie a cui mi hai sottoposto in passato. Poi, mentre venivo qui, mi sono messo a pensare: a come tutto ciò non mi avrebbe condotto a nulla e a come non fosse questo ciò che una persona molto importante per me mi aveva insegnato. Non hai idea di ciò che ho dovuto attraversare in questo periodo. Eventi che avrebbero fatto impazzire chiunque. Tuttavia, c' era un elemento a mio vantaggio: l' amore per una donna. Sarà di certo capitato anche a te: senti che la tua vita è inutile, poi improvvisamente una donna entra nella tua vita e la cambia radicalmente. E non sei più quello di prima. Questo mi è accaduto".
Abe abbassa il suo braccio, che era pronto a lanciare un altro mini missile:"Sì, capisco cosa vuoi dire. Sei dunque proprio tu… l' originale Ringer? Davis? Ma come hai fatto a… sai, cosa voglio dire".
"Non ce l' ho fatta affatto, ma questa è una lunga, lunga storia, che ci porterebbe via troppo tempo".
Abe decide di lasciar perdere questo aspetto, la risposta, ne è certo, non gli piacerebbe. Dunque chiede:"Ma se non ti vuoi vendicare di me, cos'è che vuoi?".
"Che tu mi chieda scusa".

Base dell' Impero Segreto.

"Intendi sovvertire la leadership Impero Segreto?" chiede sottovoce Edwin Cord.
"Esatto" risponde Imus Champion "Ritengo che con noi due al posto di comando questa organizzazione potrebbe davvero mirare in alto, a veri obiettivi. Finché rimarremo impantanati tra le non-decisioni di Numero Uno non vi arriveremo mai".
"Certo che, seppur potenti, non so se riusciremo a farcela".
"Infatti dobbiamo cercare altri alleati. Cosa sai dirmi degli altri membri dell' Impero?".
"Numero Due è da scartare, troppo succube di Uno. Numero Cinque credo tu abbia intuito chi sia".
"Certo: Justin Hammer, questa postura da cospiratore ai danni delle aziende gli si addice poco, ma credo potremo trascinarlo dalla nostra parte".
Cord annuisce:"Numero Sei e Sette, non so, non ti saprei dire se siano fedeli in tutto e per tutto a Uno o meno. Cercherò di scoprirlo, stando attento a fare le domande giuste".
"Avremo anche bisogno di qualche supercriminale e credo proprio di sapere su chi puntare".
"Allora diamo inizio alla rivoluzione" annuncia Cord.
Dietro di loro un televisore dà l' annuncio del prossimo arrivo dell' onorevole Bolt ai moli di New York.
"Questa è la nuova vittima di Numero Uno" dichiara Champion "Come al solito, non vuole spiegarcene i veri motivi".
"Però toglimi una curiosità" chiede Cord "Come mai ha questa mania per chi ha trafugato una identità criminale?".
È una domanda a cui nemmeno Imus Champion è in grado di rispondere.

Palazzo dei Vendicatori.

"Chiederti scusa?" esclama Abner Jenkins.
"Esatto: solo così capirò se tu sei cambiato o meno" ribatte Anthony Davis.
Mach-1 lo osserva intensamente, poi dice:"Atterriamo". E i due ridiscendono a terra. Poi Jenkins si toglie l' elmetto, si avvicina ad Anthony Davis e... gli tende la mano.
"Ti chiedo scusa per tutto ciò che di male ho commesso in passato nei tuoi confronti, non lo meritavi affatto. Ero un uomo molto diverso, a quel tempo, un uomo che oggi ho totalmente rinnegato. E, come è accaduto a te, è stato l' amore di una donna a cambiarmi. Scusa, ancora".
Davis osserva la mano tesa di Jenkins, poi allunga a sua volta la sua. È una stretta di mano che pone fine ad anni di odio e di risentimento.
In quel momento Jarvis irrompe nella stanza:"È successo qualcosa? Ho sentito dei rumori…".
"Puoi star tranquillo, Jarvis" lo rassicura Abe "Ora è tutto a posto, penserò io alle.. riparazioni". Il fedele servitore per qualche secondo esita, poi annuisce e si ritira: sono state decisamente delle giornate movimentate.
"Però permettimi una domanda" dice Jenkins "Come mai hai saputo del mio nuovo ruolo solo ora? È da diverso tempo che sono meccanico dei Vendicatori".
"Diciamo che non leggo molto i giornali e non vedo molto la TV" risponde Ringer, che si guarda intorno:"Come mai il Palazzo è praticamente deserto?" chiede poi.
"Sei stato forse sulla Luna in questi ultimi due giorni?" dice Mach-1 "I Vendicatori sono…". In quel momento la radio di Abe, sempre sintonizzata sui canali della polizia, rimanda un inquietante annuncio:"Attenzione, a tutte le pattuglie costiere, il traghetto dell' onorevole Bolt è stato attaccato da dei superumani, vicino al Molo 12. Ripeto, il traghetto dell' onorevole…".
Abe guarda Ringer:"Potrebbero occuparsene altri supereroi. Non ci sono solo i Vendicatori".
"Già, ma potrebbero non aver sentito questa notizia. O essere impegnati in altre faccende".
"E poi chi vogliamo prendere in giro? Non desideriamo altro che combattere in questo istante".
"Già".
"Allora… amico" chiede Mach-1 "Ti va di unirti a me?".
"Certo, destinazione Molo 12. Alla massima velocità possibile!".

Note: Dopo questa storia Darklady compare su Webspinners 1, dove ruba uno dei Frammenti a Madame Web. Intanto scopriamo il nome di un altro componente dell' Impero Segreto: Edwin Cord, l' industriale ideatore dell' armatura Mauler che tanti problemi ha dato in passato a Iron Man. La parentela con Drexel e Janice Cord (quest' ultima soprattutto antichissima comprimaria della serie del Vendicatore Dorato) è mia invenzione, ma non mi pare troppo azzardata.
L' odio atavico tra Ringer e Mach-1 risale nientemeno che a Uomo Ragno Star 1 oppure a Uomo Ragno Classic 81.

 


Capitolo Secondo
GIOCHI D' ACQUA

Da qualche parte.

È da diverso tempo che Grace Cross è stata lasciata qui da Darklady, ma lei non si è certo annoiata: i testi magici posseduti dalla sua insolita alleata sono quanto di più straordinario e proibito abbia mai visto. Si sarà chiesta almeno cento volte dove possa averli trovati. In particolare il testo da cui Darklady ha preso spunto per concepire il suo piano infernale ha attirato la sua attenzione, con rivelazioni molto interessanti.
A quanto pare, all' epoca dei Druidi, uno strano oggetto proveniente dal cielo cadde nelle vicinanze di un piccolo villaggio di contadini. Nella zona era presente anche un Druido, che analizzò la pietra e, dopo averne compreso l' enorme potenziale, la sezionò in cinque parti, probabilmente divise con altri suoi compagni perché non cadessero nelle mani sbagliate (anche se è probabile che i Druidi si siano serviti di questi frammenti per attuare le loro carneficine). Dopo lo sterminio dei Druidi da parte dell' Impero Romano, dei cinque frammenti si persero le tracce e non riapparvero che nel 1896, nelle mani di un certo Dolman. Ma di più non è dato sapere, soprattutto il modo in cui Dolman abbia successivamente perso i frammenti, caduti nelle mani di Osborn e degli altri componenti della Riunione dei Cinque.
La lettura di Grace viene interrotta dall' apparizione di Darklady, finalmente tornata al suo covo.
"Bentornata" la saluta Grace con finto entusiasmo "Bisogna dire che sai farti desiderare".
"Ho tre frammenti" dichiara Darklady incurante "Me ne mancano solo due, più le Cappe".
"Ma sono passati molti giorni dalla tua partenza! E hai preso solo tre frammenti?".
"Il mio è un piano a lungo termine, che tu non puoi capire: ogni pedina va collocata al giusto posto prima di mettere in atto le mosse finali".
"E tu hai previsto proprio tutto? Hai letto i testi, sai che il potere che vuoi gestire potrebbe rivelarsi ingovernabile? Potrebbe schiacciarti per quanto è insostenibile!".
"Se fossi un essere umano, certo" dichiara Darklady scomparendo nuovamente.
Grace Cross osserva il vuoto davanti a sé per qualche secondo, poi riprende a leggere. C'è un altro tomo che ha attirato la sua attenzione, quello per cui non ha ancora deciso di abbandonare la sua folle alleata. Riguarda uno strano regno chiamato Limbo: e come diventarne padrona.

Molo 12.

Anche da lontano non si può fare a meno di notare l' insolito spettacolo: due navi rovesciate, sovrastate da una forza sconosciuta. Mach-1 rimane stupito di fronte a ciò, poi sollevato nel constatare che alcune persone sono riuscite a riaffiorare, qualcuno anche a trascinarsi a riva.
"Ecco, Ringer" afferma Jenkins indicando un uomo aggrappato ad un salvagente "Quello è Bolt, andiamo subito a soccorrerlo".
I due planano verso il basso, anche se Ringer non riesce a tenere il passo di Mach-1 essendo solo da poco venuto a conoscenza del fatto di saper volare. Qualcuno, però, mal interpreta le loro intenzioni. Una guardia del corpo di Bolt, infatti, li vede arrivare ed urla:"Eccoli, devono essere stati loro!" ed estraendo la sua pistola spara alcuni colpi, le cartucce miracolosamente non bagnate.
"No, aspetti, non ha capito…" tenta di spiegare Abe prima di dover scansare con maestria i proiettili.
"Brutto essere incompresi, vero?" chiede Anthony Davis.
"Non rigirare il coltello nella pia…". La frase dell' ex Thunderbolt viene improvvisamente troncata da un altro incredibile spettacolo: una grande ondata, alta più di trenta metri, che si dirige verso di loro.

Base dell' Impero Segreto.

"A quest' ora Bolt dovrebbe essere oramai un ricordo" pensa Numero Due "Se penso che ho votato per lui…". Davanti a lui vi è un' altra persona, un uomo con una lunga barba. Duane Freeman tenta di concentrarsi su di lui, ma con difficoltà: non può fare a meno di chiedersi se non si sia spinto oltre con questa faccenda. Era uno degli allievi preferiti del mitico primo Numero Uno, quello che quasi riuscì ad infangare il nome di Capitan America, prima che il cosiddetto eroe a stelle e strisce lo uccidesse (Duane non ha mai creduto all' ipotesi del suicidio). All' inizio Due voleva vendetta, dare soddisfazione alla memoria di Uno, portare a compimento i suoi piani, ma scoprì di non avere né i mezzi, né gli alleati, né i fondi. Ha dovuto lavorare duro per ottenere tutto ciò, ha dovuto anche sacrificare la sua vita matrimoniale e inizia a chiedersi se abbia fatto bene a coprire il più possibile ciò che alcuni anni prima era accaduto in un sobborgo del Queens, quando ebbe il suo primo incontro con Numero Uno. Era distrutto, di lui era rimasta intera solo la testa, che di umano aveva ben poco: eppure per Duane Freeman fu un inizio per una nuova ascesa dell' Impero ed il suo periodo passato con i Vendicatori lo ha aiutato a scoprire quei finanziatori di cui aveva bisogno. Eppure forse si è spinto troppo oltre. E presto potrebbe pentirsene.
"Allora?" chiede la persona davanti a lui "Potrei sapere come mai sono stato convocato qui con la forza? Non so nemmeno dove mi trovo".
Due non bada alle sue proteste:"Ti chiami Rick Lawson. Per qualche tempo hai indossato il costume di Prowler, vero?"*.

* V. UR 235/236

"Sì, non è un segreto. Cosa ne sapevo io che l' Avvoltoio avesse un conto in sospeso col vero Prowler? Per poco non ci lasciavo…".
"Lascia da parte tutto ciò, ti offriamo un nuovo ruolo. Una nuova identità. Un nuovo potere: quello di Melter".
"Non so chi sia".
"Presto lo saprai".
"E perché dovrei farlo?" chiede Lawson "La vita da supercriminale non fa per me, mi ero ripromesso di abbandonarla".
"Non si abbandona qualcosa che ti senti dentro" ribatte Freeman "Inoltre c'è una cosa che in noi manca del tutto: l' ipocrisia. Lo facciamo per i soldi". Due si sente un po' idiota nel fare questo discorso populista, ma Uno era convinto che avrebbe funzionato "Lo dichiariamo apertamente. Tu vuoi denaro, per migliorare il tuo stile di vita: e sai che il modo più rapido e funzionale per ottenerlo è questo. Vuoi sprecarlo?".
Lawson tace per qualche secondo: a quanto pare Uno ha colpito nel segno anche stavolta. Dunque afferma:"Mi hai convinto, incappucciato. Sarò dei vostri. A proposito, chi siete?".
"Scoprirai presto anche questo" risponde Due "Per ora: benvenuto tra noi Melter".

New York General Hospital.

"Stephen, svegliati, Stephen".
Il Mago Supremo riapre lentamente gli occhi, trovandosi davanti:"T… Topaz?".
"Proprio io" conferma la giovane ragazza "Non sai quante ore ho dovuto attendere prima che mi dessero qualche minuto per venire a parlare con te".
"Come ti senti? È da tempo che non ci vediamo".
"Sto decisamente meglio di te: te la sei vista proprio brutta, vero? Sai, quando ci siamo lasciati qualche mese fa non lo abbiamo fatto esattamente da amici, anzi. Mi sono pentita di come ti ho trattato e ho riflettuto molto sulle ultime parole che mi hai detto, sul fatto che dentro di me vi sia un enorme potenziale. Mi sono convinta che non posso non tenerne conto, non posso sprecarlo per ambizioni personali ed egoistiche, ma metterlo a disposizione di altre persone. Ora sei molto debilitato, avrai certo bisogno di aiuto per continuare ad esercitare il tuo ruolo di Mago Supremo: se vuoi potrò essere io quell' aiuto".
Strange riflette, è da molto che sente il fardello che pesa sulle sue spalle come insostenibile, deve ammettere che ha anche pensato di liberarsene. Solo che non ci sarebbe stato nessuno a prendere il suo posto. Ora, invece…
"Il tuo aiuto è ben accetto, Topaz" afferma sorridendo.
"Signorina" esclama una infermiera che entra in quel momento nella stanza "La devo pregare di andarsene, dobbiamo sottoporre il paziente alle ultime lastre".
Topaz si fa da parte e fa un breve cenno di saluto a Strange quando costui scompare alla sua vista. Il Mago Supremo si sente sollevato e, nei successivi minuti, affronta con serenità i nuovi esami medici. Ma la sua tranquillità verrebbe certamente minata se sapesse che, aldilà di un vetro, Darklady lo sta osservando!
"Credi che stia andando tutto bene, Strange, ma ti sbagli!" pensa la malvagia donna "Senza saperlo, ti stai avvicinando sempre di più alla tua fine. Che non è affatto lontana!".

Molo 12.

"Brutta faccenda" commenta Ringer "Quell' onda li sommergerà entro venti secondi, a meno che noi non facciamo qualcosa. E io posso. Solo che sarò un bersaglio facile e, se venissi colpito…". Vuole essere una richiesta di collaborazione a Mach-1, che infatti la accoglie. Così, mentre Anthony Davis si piazza di fronte all' enorme onda, subito preso di mira dalle guardie del corpo di Bolt, Abner Jenkins si avvicina loro:"Non sparate, vi prego. Siamo qui per aiutarvi. Lo so che la nostra reputazione non è delle migliori, ma credete che butteremmo così al vento ciò che con fatica abbiamo ottenuto? Fidatevi di noi, siamo persone diverse oggi. Dateci una possibilità".
Le guardie del corpo paiono indecise, ma una persona fuga ogni loro dubbio:"Abbassate le armi, mi fido di loro". È stato Bolt.
"Si aggrappi a me, onorevole, la porto in…" inizia Mach-1, ma ormai è troppo tardi. L' ondata cala su di loro. Istintivamente Abe si porta le mani davanti al volto, aspettandosi un tremendo urto. Ma… non accade nulla! Jenkins alza lo sguardo e rimane a bocca aperta: è come se il tempo si fosse fermato e avesse bloccato l' onda. In realtà è stato Ringer a fermarla, utilizzando al massimo il suo campo di forza, che fa sì che l' ondata si divida in due parti, cada ben lontano dai relitti del traghetto e nessuno riporti danni.
"Presto, Bolt" ricomincia Mach-1 "Prima che ci riprovino. Voi altri cercate di raggiungere il prima possibile la riva".
Dopo un attimo di esitazione, il parlamentare si aggrappa all' armatura di Abe che, in pochi secondi, lo porta in salvo. Poco dopo sopraggiungono anche le guardie del corpo che, grazie all' auto che li attendeva, allontanano subito dalla scena il loro protetto. Il tutto senza che nemmeno un 'grazie' venisse risolto ad Abner Jenkins. È il duro lavoro dell' eroe.
Sembra tutto tornato alla normalità, probabilmente chi ha organizzato questo singolare attentato è già fuggito via. Abe nota però che Ringer è ancora vicino ai relitti del traghetto, evidentemente ha sprecato molte forze e si sta un attimo riprendendo. L'eroe in armatura si alza dunque in volo per raggiungerlo quando un altro incredibile fenomeno si para davanti ai suoi occhi: due piccoli cavalloni, come quelli che usano i surfisti per compiere le loro acrobazie. E, in cima ad essi, due esseri umani!

Profondità sottomarine.

Sono passate alcune settimane da quando Namor ha visto per l' ultima volta le guglie ed i palazzi di Nuova Atlantide e la loro presenza lo conforta in vista del difficile momento che sta per affrontare, più difficile di qualsiasi battaglia contro dei supercriminali. Deve convincere i suoi sudditi a cambiare totalmente la loro prospettiva del mondo di superficie!
Rapidamente si avvicina al suo regno e, al suo passaggio, la gente festante acclama il ritorno del loro sovrano. Sub-Mariner rivolge loro un breve cenno di saluto, poi entra nel palazzo reale dove può riabbracciare un vecchio amico e consigliere.
"Vashti!" saluta "Alfine sono tornato al mio mondo".
Il volto dell' anziano saggio è pieno di gioia:"La vostra visita è quanto di più gradito potessimo ricevere, mio sovrano".
"C'è stato qualche problema durante la mia assenza?".
"Nessuno: i nemici di Nuova Atlantide paiono ormai temere la nostra autorità".
"Se la cosa fosse vera, ne sarei molto rallegrato. Ma so bene che anche adesso stanno tramando nell' ombra, pronti ad approfittare di ogni nostro momento di debolezza. Però noi non glielo offriremo. Comunque è un' altra la preoccupazione che mi attende oggi: raduna il popolo, devo far loro un importante discorso".
Vashti annuisce e si avvia verso l' uscita, ma prima che varchi la soglia si volta verso Namor:"Di cosa parlerà?".
"Del fatto che tutto ciò che ho detto in passato era errato" risponde Sub-Mariner "E che è giunto il momento che il nostro regno affronti i tempi moderni".

New York General Hospital.

Non è solo Strange l' ospite di questa struttura. Anche un altro valoroso membro del non-gruppo, la Valchiria, è qui, giacente immobile su un letto. In coma profondo dopo un terribile scontro mentale con Yandroth che ha prosciugato ogni sua stilla di energia*.

* V. Difensori 13

Profondo, ma non insormontabile. Non da quando una persona che lei conosce molto bene le è apparsa nell' oscurità che domina attualmente la sua vita, invitandola a farsi forza e a tornare alla luce. Ma dove si trova la luce? Sembra così vicina, eppure non si vede.
Val ignora anche che un' altra persona è molto preoccupata per lei in questo momento, una persona a cui lei diede tempo fa una nuova speranza di vita e che ora desidera che questa nuova speranza tocchi anche a lei.
"Mi senti, Brunhilde?" chiede Paulie "I medici dicono che non c'è stato alcun miglioramento in te, eppure io so che non ti arrendi così facilmente, so che dentro di te vi sono delle forze che non esseri umani non possiamo nemmeno immaginare. Non puoi lasciar perdere tutto così. Guarda me: ho lottato contro il mio male giorno dopo giorno grazie a te ed ora mi hanno somministrato un nuovo farmaco, dicono che faccia miracoli*. Ma anche se non dovesse funzionare non intendo gettare la spugna: perché la vita è preziosa e tu meriti di viverla totalmente!".

* Farmaco ideato dalla Tricorp su Uomo Ragno MarvelIT 23/25

Val non può udire queste esortazioni: o forse sì? Forse le hanno dato una nuova speranza, mentre ancora vaga disperata nell' oscurità. In cerca della luce.

Molo 12.

"Dannazione!" pensa Mach-1 "Conosco uno di loro: è Aqueduct, faceva parte dei Signori del Male guidati dall' Incappucciata*. Ma dovrebbe essere in prigione in attesa del processo!".

* V. Capitan America & Thor 73/75

"Guarda chi si rivede" esclama il criminale "Il bastardo che mi ha spedito in carcere. O che almeno ci ha provato: non ci sono mai entrato, infatti. Anch' io ho le mie amicizie in alto loco".
"Non posso dire di essere felice di rivederti, Van Zante" afferma Abe "Ma chi è il tuo amichetto biondo?".
"Sono Water Wizard, se proprio vuoi saperlo" rivela l' altra persona.
"Water Wizard?" pensa Mach-1 "Ma era la precedente identità criminale di Aqueduct: c'è qualcuno che ha voluto riprendere quel nome? Questo mondo è bello perché è vario, per usare una frase fatta".
"Comunque, che tu ci creda o no" continua il nuovo Water Wizard "Non ci interessi. Tu, piuttosto, Ringer, che ci fai qui? Ti hanno mandato a bloccare la nostra missione? Non potevano allora avvertirci prima? E comunque da quando in qua tu voli?".
Anthony Davis rimane sbalordito:"Chi vi ha mandato?".
"Come chi?" esclama Aqueduct "È…". Ma Peter Van Zante scopre in quel momento di esserselo incredibilmente dimenticato:"Non lo so".
"Tutto ciò sta diventando una farsa" pensa Abner Jenkins "Vi porrò fine io". "Ringer!" grida poi "Dunque sei in combutta con questi due criminali. Lo sapevo che non dovevo fidarmi di te! Perciò sai cosa ti dico?". Mach-1 punta un missile contro Water Wizard e lo colpisce in pieno petto, facendo perdere i sensi al criminale, che perde il controllo sul suo cavallone e cade in acqua. "Che è giunto il momento di far capire loro chi è il più forte".
Ringer sorride:"Ehi, ottima prova d' attore".
"Muori affogato, figlio di puttana!" grida Aqueduct in quel momento travolgendo con una potente ondata l' ex Thunderbolt. Tenta poi lo stessa mossa con Ringer, che però si copre agilmente col suo campo di forza e, quando Van Zante capisce che non c'è nulla da fare, blocca il suo attacco. Ma così facendo lascia scoperta la guardia e Anthony Davis ne approfitta, lanciandogli contro i suoi anelli di energia, che lo avvolgono totalmente. Anche Aqueduct perde il controllo dell' onda che lo teneva librato, ma Ringer lo afferra prima che cada in mare:"Ti voglio ben cosciente, amico mio: hai molte cose da riferire alla polizia".
L' eroe si guarda poi intorno, preoccupato per la sorte di Mach-1. Ma la sua apprensione dura poco in quanto, due secondi dopo, Abner Jenkins riemerge dall' acqua, con in spalla l' inerte Water Wizard:"Che idiota" esclama Abe "Non sapeva che la mia armatura è impermeabile e mi consente di respirare sott' acqua?".
"È vivo?".
"Certo che sì: il mio visore mi ha confermato che possiede una piccola protezione sotto il suo costume, il mio attacco era calcolato. Ed ha funzionato".
"Ottimo lavoro di squadra… socio" dice Ringer "Però quando ti sei scagliato contro di me mi hai davvero messo in apprensione".
"Era necessario, purtroppo. Sai, Ringer, cos'è che ci differenzia da questi due? Che noi sappiamo ragionare. È l' insegnamento più prezioso datomi da Occhio di Falco: che bisogna prima pensare e poi agire. Il Ringer a cui si sono riferiti loro era il tuo emulo, quello che ti ha sottratto l' identità. L' ho compreso subito ed allora ho inscenato quella piccola messinscena. Sapevo che saresti riuscito a cavartela contro Aqueduct senza di me. Ha funzionato, direi".
In quel momento tre figure indistinte appaiono all' orizzonte. I due temono di dover affrontare un' altra battaglia, ma ben presto scoprono con sollievo di essersi sbagliati. Infatti poco dopo davanti a loro appaiono Nottolone, Cavaliere Nero in sella a Strider e Warbird.
"Ringer" esclama uno stupito Nottolone "Da quando sai volare?".
"Da circa un' ora, direi" risponde Anthony Davis. Tu, piuttosto, sei… di nuovo dei nostri".
"Te ne sei andato prima che te lo potessi riferire, amico mio. Avevamo sentito di tumulti al Molo 12, ma vedo con piacere che te ne sei occupato tu e…".
"Sono Mach-1. Sento in lontananza le sirene della polizia: lasciamo a loro questi due criminali e poi vi riferiremo ciò che ci è accaduto".
"Sì, ottima idea" concorda il Cavaliere "Inoltre ci serve proprio una mano in più per ciò che dovremo affrontare".
"E sarebbe?".
"Evitare che in questo paese scoppi una guerra civile" risponde Nottolone.

Base dell' Impero Segreto.

"Non è possibile!" esclama Numero Uno togliendosi il suo casco visore. Tutta questa fatica per concepire un piano perfetto e ricreare una vecchia identità criminale rovinata nuovamente da… un uomo alle sue dipendenze! Uno non crede alle coincidenze e decide di vederci subito chiaro. Esce dunque dalla sua stanza privata e a passo deciso percorre i corridoi di questo complesso, mentre le altre persone presenti, intimorite, si scansano al suo passaggio.
Alla fine Uno arriva alla persona designata:"Ringer!".
Il criminale si volge, dietro la maschera il volto pieno di terrore.
"Ringer!" continua Uno "Stai forse complottando contro di me? C'è una persona che indossa il tuo stesso costume, anche se possiede poteri differenti, che ha sventato due miei piani. Hai forse qualcosa a che fare con lui? Non mentire, me ne accorgerei".
La paura è un buon stimolo per Ringer II a dire la verità, anche se l' avrebbe fatto comunque:"No, non ho nulla a che vedere. Sarà uno che ha voluto prendere il mio posto". La sua voce risulta quasi artefatta, pur nel momento della situazione.
"E perché mai avrebbe dovuto farlo? Nel mondo criminale non contavi nulla, anzi meno di nulla, prima che io ti accogliessi nella mia organizzazione. Non osare, non osare nemmeno pensare di tradire la mia fiducia. Perché, come so essere magnanimo, posso essere altrettanto crudele. Mi sono spiegato?".
Ringer annuisce e Numero Uno, seppur non pienamente soddisfatto, se ne va. Lungo la via del ritorno si imbatte in Whiplash II e la porta in disparte:"Allora, come procede?" chiede il leader dell' Impero Segreto.
"L' ho spiato senza farmi notare" rivela la criminale "Pare proprio sia in procinto di andarsene. In tal caso sono pronta ad intervenire".
"Molto bene" dichiara Uno. Ma non va affatto bene: perché tutto gli si sta rivoltando contro? Dove ha sbagliato?
"Due" chiama "Iniziamo ad usare le maniere cattive: è tempo di far scatenare Nitro!".

Poco più in là.

Nella stanza privata di Imus Champion, l' imponente uomo è pensieroso. Ciò che sta per fare è alquanto azzardato, ma non c'è altra soluzione: rovesciare la leadership dell' Impero è l' unico modo che ha per riaffermarsi come persona e come mente criminale. Ma occorrono alleati: uno, Edwin Cord, ha già aderito ed ora sta andando alla ricerca di altri complici.
Quando la porta della stanza si apre, Numero Quattro ha con sé un ospite: Numero Sei. Forse la ricerca ha dato i suoi frutti.
"Lei sarebbe disponibile" afferma Cord "Ma vuole qualche rassicurazione in più".
"Come mai?" chiede Champion.
"Il mondo mi crede morta" afferma Numero Sei "Dimmi perché dovrei rischiare di compromettermi in questo modo".
"Nella tua domanda è già implicita la risposta" dice Champion "L' unica cosa che vi è di segreto qui dentro è il volere di Numero Uno: seguiamo le sue direttive, ma non sappiamo dove esse ci portino. E onestamente non mi pare di aver visto dei risultati concreti".
"Il che è esattamente quello che penso io" rivela Sei "Ma cosa ne ricavo da una alleanza con te?".
"Ogni beneficio possibile: non ti basta?".
Dopo qualche secondo, Numero Sei annuisce.
"E Numero Sette?".
"Da scartare" dichiara Cord "Sei sa chi è: si chiama Calvin Burlingame, un fallito che pur di guadagnare qualche soldo ha sottoposto suo figlio alle sperimentazioni di Arnim Zola. Conoscerai di certo il supereroe noto come Carbone: ebbene Calvin Burlingame è suo padre. Ma è troppo grato a Numero Uno per essere stato allontanato dalla miseria che non si rivolterebbe mai contro di lui. Se non lo ha fatto per suo figlio…".
"I legami familiari e matrimoniali a volte possono essere un impiccio" dichiara Numero Sei.
"Chi sei, esattamente?" chiede Imus "Noi ti abbiamo rivelato la nostra identità, sarebbe giusto che tu facessi altrettanto".
Senza alcuna esitazione Sei si scosta il cappuccio: la prima cosa che si nota di lei sono i suoi fluenti capelli verdi:"Sono certa che insieme riusciremo ad abbattere Numero Uno. Così giura… Viper!".

Note: La prima incarnazione di Melter era Bruno Horgan ed è stato a lungo avversario di Iron Man. Ucciso su Capitan America & I Vendicatori 48, ha fatto una breve riapparizione nei primi due numeri di questa testata. Ora abbiamo una nuova incarnazione: un supercriminale storico come lui non poteva mancare. Idem per Water Wizard.

 


Capitolo Terzo
GIOCHI ESPLOSIVI

Tetto del New York General Hospital.

"Vediamo se ho capito bene" dice Mach-1 "I tuoi occhi ti permettono di scrutare nel futuro e ti hanno mostrato non solo gli attentati a Bolt, ma anche le possibili conseguenze di ciò".
"Esatto" risponde Nottolone "Bolt ha tanti nemici quanto seguaci: se venisse ucciso si lancerebbero terribili accuse che presto degenererebbero in uno scontro totale, una piccola guerra civile alle porte della Casa Bianca di Washington".
"Ma il fatto che tu veda questi scontri, nonostante abbiamo già evitato un attentato" interviene Ringer "Significa che l' uccisione di Bolt è inevitabile? Che qualsiasi sforzo facciamo sarà vano?".
"Nemmeno io a tutt' oggi comprendo la natura delle mie visioni" spiega Nottolone "A volte si realizzano, come nel caso di Warbird, altre volte, più rare però, si è riusciti ad evitarle. Non so se questo sia il caso. Fatto sta che non possiamo restare inerti di fronte a ciò".
"Nottolone ha ragione" afferma il Cavaliere Nero "Da questo momento diventeremo una guardia del corpo aggiuntiva di Bolt, finchè non avremo debellato completamente la minaccia che poggia sulla sua vita".
"Sarebbe fondamentale in tal senso infiltrarsi nell' Impero Segreto, per capire le motivazioni di queste loro azioni" dice Warbird "Peccato non sia possibile".
"Dunque Aqueduct e Water Wizard lavoravano per l' Impero Segreto?" chiede Mach-1 "Strano, perché, pur avendo affermato di essere al servizio di qualcuno, parevano non ricordarselo".
"Un trattamento ipnotico, probabilmente" dice Dane Whitman "Come è altrettanto probabile che l' Impero sia dietro ad altri attentati verificatisi ai danni di numerose aziende in queste ultime settimane, compreso quello alla Oracle che fortunatamente siamo riusciti a sventare. Il modus operandi, infatti, è lo stesso di quello usato anche contro un' altra azienda, la Richmond Enterprises".
"Già, ma in quel caso il Professor Power sapeva di lavorare per l' Impero e per fortuna lo ha rivelato prima di spegnersi, altrimenti saremmo ancora in alto mare" dice Nottolone.
"Vero, e questo è molto strano. Inoltre non scordiamoci di Griffin: anche se è ritornato umano non è improbabile che qualcosa nella sua memoria possa essere rimasto, quando Strange tornerà in piene forze gli faremo un accurato interrogatorio".
"A proposito di Strange, c'è sempre quel problema di un' altra mia visione: qualcuno potrebbe approfittare del suo attuale stato di salute per attentare alla sua vita. Qualcuno dovrebbe rimanere vicino a lui".
"Ci penserò io" dice una voce dietro di loro. Tutti si voltano: vi è Clea, un portale accanto a lei da cui è uscita. "Voi andate, penserò io a Stephen" ripete.
"Clea" le si avvicina Warbird "Sei finalmente libera dai problemi del tuo regno?".
"Non del tutto" risponde lei "Ma ora ho due alleati al mio fianco, che potranno occuparsi della reggenza mentre io sono via*. E in questo caso non potevo sottrarmi, dovevo intervenire".

* Meggan e Capitan Bretagna, come visto su WorldWatch 12

"Molto bene, almeno un problema è risolto" dice il Cavaliere "Possiamo andare ora: Nottolone, dove avverrà il nuovo attentato secondo le tue visioni?".
"In un centro congressi del Queens" rivela Kyle Richmond "Ci sarà un attentato dinamitardo, anche se non capisco ancora per mano di chi".
"Molto bene, rechiamoci subito lì". Tutti, compreso il Cavaliere grazie al suo destriero Strider, si sollevano in volo. Clea si chiede dove abbia acquisito Ringer la capacità di volare, poi la sua mente scivola verso più cupi pensieri. Ed importanti impegni.
"Impedire l' uccisione di un importante uomo politico per evitare un drammatico futuro" pensa Warbird "Non so perché, ma mi suona familiare".

Queens. Centro Congressi.

Uno dei tanti invitati alla conferenza di Bolt, con regolare lasciapassare, si aggira ora per l' ampio edificio che funge da ritrovo degli elettori del celebre uomo politico. Deve ammettere a sé stesso di sentirsi un po' fuori posto: la sua precedente 'vita' non lo portava mai in contatto con così troppe persone, era anzi un carattere solitario per natura. Finché un popolo alieno non diede una svolta radicale alla sua esistenza. Ma non ha mai saputo sfruttare a dovere le sue potenzialità, sempre limitate da quei dannati supereroi, uno in particolare, l' oggetto principale del suo odio la cui morte, da lui causata, continua ancora oggi a dargli grande felicità. Gioia immensa, anzi.
Ma ciò non gli ha certo impedito di andare avanti: altri superesseri si sono parati lungo la sua strada, l' ultimo dei quali era riuscito in qualche modo a sconvolgere i suoi poteri. È stato però fortunato: mentre veniva estradato negli Stati Uniti, qualcuno segretamente lo ha fatto evadere, tenendo segreta la notizia. E adesso gli ha dato un incarico semplice: uccidere Bolt!
L' uomo si piazza in terza fila, l' abito elegante che gli sta un po' stretto (anche perché non ha mai indossato una cravatta in vita sua), ma cerca di non darlo troppo a vedere, come cerca di non far notare che sotto vi è un costume a molecole instabili. Per confondersi ancora di più e non mostrare troppo il suo volto, ha anche acquistato un cappellino con su scritto:"HO VOTATO BOLT E NE VADO FIERO!". Esattamente come metà della gente presente. Dalla sua postazione, colpire sarà facile: non servono armi, il metal detector posto all' entrata non poteva rilevarle, perché è lui stesso l' arma. Perché lui è Robert Hunter ed è una bomba vivente!

Casa Jameson.

"Che noia!" esclama Mattie Franklin. Le manca molto la vita che faceva prima, era stata breve ma intensa: si spenzolava dai muri, aveva qualche arto aggiuntivo e sgominava invasioni aliene. Poi la fine, per mano di colei che ora ha adottato il suo alias.
"Che noia!" esclama la giovane ragazza. Ora il brivido maggiore che la vita le offre è sapere se si è preparata per il compito in classe o sarà costretta ad inventarsi nuovi superpoteri per poter copiare. Ma le cose stanno per cambiare. Drasticamente. Improvvisamente davanti a lei appare dal nulla una donna tutta vestita di nero, che senza mezzi termine le intima:"Il Frammento, dammelo!".
Mattie è indecisa sul da farsi, si volta e sta per chiamare in soccorso sua zia, ma Darklady la blocca: le posa una mano sulla testa e scopre da sé ciò che vuole. Stavolta non dovrà recarsi in un altro luogo: alza il materasso del letto, trovandovi sotto un piccolo cofanetto che al suo interno contiene il Quarto Frammento.
"No!" urla Mattie "Per portarlo via dovrai uccidermi!".
Darklady non può far a meno di ammirare la sua forza di volontà, comunque inutile: si libera così di lei sbattendola contro un muro:"Uccidere? Follia. Io non uccido nessuno. L' ho fatto solo una volta e… avevo le mie buone ragioni. Ed ora ne manca solo uno, uno solo e trionferò!". Poi posa nuovamente la sua mano sulla testa di Mattie e le cancella i ricordi della sua venuta. Infine scompare.
Quando si sveglierà, Mattie Franklin tornerà alla vita noiosa di prima.

Un carcere federale di New York.

"NO!" urla l' essere noto come Shadrac "Qualcuno sta tentando di impadronirsi dei Frammenti! Devo fermarlo!". Tenta di usare i suoi poteri, ma la cella speciale in cui è rinchiuso glielo impedisce. Per ora.
"Dannazione" esclama un guardiano "Quando arrivano quelli della Volta a prenderselo? Mi fa una paura".
"Arriveranno presto, stai tranquillo" tenta di confortarlo un altro "E poi lì dentro non può fare alcun male".
Shadrac non ne è altrettanto convinto.

Base dell' Impero Segreto.

"Numero Uno" annuncia Duane Freeman indicando un uomo e una donna di fianco a lui "Lascia che ti presenti Stanley e Patricia Donaldson".
"Meglio noti come i Bonnie and Clyde della California" precisa Uno.
"Mai piaciuto quell' appellativo" dice Patricia, per nulla spaventata dall' aspetto di Uno. "I giornalisti hanno sempre avuto poca fantasia, per non parlare del fatto che ci bollavano come criminali".
"E invece?".
"E invece non lo eravamo" continua Stanley "Rubavamo solo a gente ricca, gente importante nel mondo della finanza e della politica: per far capire loro che non erano al sicuro, che tutto il loro potere e tutta la loro arroganza non li avrebbero salvati da noi. Volevamo dar loro una lezione, far comprendere loro che non si gioca con la vita della gente povera, come poveri erano i nostri genitori. Firmavano ogni nostra impresa con un biglietto autografo, nel quale ci definivamo Tormento ed Estasi".
"Penoso" pensa Uno "Volgari ladri, travestiti da finti rivoluzionari comunisti. Ma meglio di loro non c' era nessuno, hanno davvero capacità atletiche impensabili".
"Poi capitò qualcosa di tragico" narra ancora Stanley "La prigione: la nostra copertura venne scoperta in qualche modo dalla polizia. Che ironia, eravamo riusciti a farla in barba a numerosi supereroi e ci siamo fatti scoprire come degli idioti. Il periodo di reclusione è stato duro per entrambi, il fatto di stare a chilometri di distanza non ci ha aiutato. Ci ha reso più cinici, più duri. Ed ora siamo anche più uniti di prima".
"Ma anche più decisi" conclude Uno "Dunque ciò che interessa a me. Dr. Malus!" chiama poi.
Lo scienziato gli si avvicina con reverenza e, ad un suo cenno, inizia a parlare:"Abbiamo qui ciò che fa per voi: un' arma straordinaria, capace di unirvi in modo ancora più speciale di quanto non lo siate ora". Ed indica un cavo dorato luccicante alle sue spalle.
"Quell' insolita arma" dice Due "È appartenuta un tempo a due persone soprannominate Incudine e Martello".
"Mi ricordo di loro" afferma Stanley.
"Allora ricorderete anche le loro imprese: solo che non si resero mai conto di avere delle grandi potenzialità che non riuscivano a sfruttare al meglio. E ne pagarono il prezzo: il cavo, però, venne portato in un deposito federale, da cui noi lo abbiamo trafugato, anche se nessuno se ne è ancora accorto. Dopo anni di inattività, siamo riusciti a rimettere in uso il synthecon che donava loro quella straordinaria forza".
"E perché vorreste darlo a noi? E cosa ne ricaviamo?".
"Lo diamo a voi perché in voi abbiamo fiducia" afferma Uno simulando alla perfezione la sua menzogna "E ne ricavate quello che desiderate: prestigio e potere. Vendetta contro la gente potente che si fa beffe dei deboli e degli oppressi. Ed uno di questi si chiama Bolt, il membro del congresso, che vuole attuare una legge ingiusta in tal senso. E lui sarà solo il primo di numerosi nostri obiettivi che, ne sono certo, coincideranno coi vostri. Accettate?".
Stanley e Patricia si osservano a vicenda, poi lei chiede:"C'è qualche pericolo nell' indossare quel cavo?".
"Nessuno: almeno secondo i nostri esami" dice Malus "Ma c'è un solo modo per avere una prova definitiva. E sono certo che voi non vi tirerete indietro, non siete certo dei codardi".
Questa parola dà ai due l' ultima spinta ed annuiscono vicendevolmente. Malus porta loro il cavo, insolitamente leggero quando non è unito a due persone e lo posa loro davanti. "Vedete queste particolari manette dorate" indica "Mettete dentro le vostre mani ed il resto verrà da sé".
"Di nuovo ammanettati?" chiede Stanley.
"Sì" ribatte Uno "Ma per un bene superiore: per rompere le catene che la gente ricca ha messo attorno a quella povera". Si sente un imbecille per aver pronunciato quest' ultima frase, ma è servita a convincere Stanley e Patricia, che inseriscono le loro mani dentro le manette, che improvvisamente si chiudono a scatto. Per qualche secondo vi è un intenso bagliore, che poi si interrompe improvvisamente. Ma non tutto è rimasto come prima.
"Ehi!" urla Patricia "Sento dentro di me una forza straordinaria!".
"Anch' io!" le fa eco Stanley "Questa roba che ci avete dato è stupefacente!".
"Sono dunque nati i nuovi Incudine e Martello" annuncia Due.
"Che nomi orribili" dice Patricia "No, adotteremo i nostri vecchi alias: Tormento ed Estasi. Sì, sarà così che ci chiameremo".
"Purché facciate quel che voglio io" pensa Uno, che poi dice:"Ed ora vi metterò al corrente di ciò che dovrete fare". Ma dentro di sé spera che l' intervento di questi due non sia necessario e che Nitro riesca nel suo piano: non è difficile, anche un imbecille come lui saprà portarlo a compimento!

Centro Congressi.

Le voci erano corse rapidamente: a quanto pare quella mattina Bolt aveva subito un attentato. Ma questo non l' ha fiaccato, anzi, gli ha dato la ancor più ferma convinzione che doveva andare avanti: evidentemente la legge di cui lui sarà relatore al Parlamento tra pochi giorni dà fastidio a qualcuno. Se Bolt fosse un uomo timoroso avrebbe già gettato la spugna: non lo è. E lo farà capire a tutti col discorso che si appresta a fare. Sempre che ne abbia la possibilità.
Dietro le quinte dà una ultima occhiata ai suoi appunti, poi una sua guardia del corpo gli dice che è ora. Con un colpo di tosse, Bolt si alza dalla sua sedia e si incammina al centro del palco. Quando appare davanti al pubblico, un applauso spontaneo si leva da tutti i presenti, compreso Robert Hunter. Ma non è a loro che Bolt presta attenzione: disseminati lungo la sala vi sono venti agenti in borghese, senza contare le sue quattro guardie del corpo, a pochi metri da lui, pronte a scattare al minimo accenno di pericolo. Gli occhi di Bolt percorrono tutta la sala, come a voler individuare il suo per ora fantomatico attentatore, che, nonostante ogni misura di sicurezza presa, è riuscito ad intrufolarsi. E chi potrebbe sospettare di un uomo dall' aspetto anziano a pochi metri da lui? Ce ne sono tanti altri!
Con due dita il politico tocca il microfono, mentre gli applausi scemano, poi dopo un altro colpo di tosse inizia a parlare:"Signore e signori, vi ringrazio tutti per essere venuti qui oggi. Sapete, siamo all' indomani di grandi tragedie per il popolo americano, eppure esse non ci hanno indebolito, anzi, ci hanno reso più forti, più uniti. Ci hanno fatto capire i veri valori della nostra nazione!".
Un altro imponente applauso parte dalla gente: molti si alzano in piedi, ivi compreso Robert Hunter. Finge di essere entusiasta, in realtà è disgustato:"La solita retorica da uomo politico, meglio farla finita subito. Ci andranno di mezzo molte persone innocenti ma, del resto, cosa me ne può fregare di loro?".
Deve attendere il momento giusto, ecco, ora che la gente riprende posto. Balza allora in avanti, uno scatto impensabile per un uomo della sua età:"Bolt!" il suo corpo inizia a brillare "Sei morto…". Mentre le prima urla si elevano, pochi notano che un muro sta per essere infranto. "… per mano…". Il muro cede ed alcuni agenti stanno per estrarre le pistole, ma non fanno nemmeno in tempo ad arrivare alla fondina. "… di…". Una macchia velocissima, luminosa, mentre del corpo del criminale quasi non si vede più nulla. "… Ni…". Robert Hunter viene violentemente colpito al volto e sbalzato via, andando a sbattere contro il muro opposto. Solo allora, purtroppo, esplode, anche se per fortuna il pugno ricevuto gli ha fatto perdere forza, risultando così la deflagrazione molto meno potente del previsto. Nonostante ciò, molti calcinacci iniziano a crollare sul pavimento ed il tetto pare tremare, così la gente, spaventata, tenta di guadagnare l' uscita.
"State calmi" grida invano Bolt, mentre viene trascinato via dalle sue guardie del corpo.
"Dannazione, ho trattenuto il mio colpo!" esclama la sua salvatrice, alias Warbird "Non avrei dovuto farlo". Fortunatamente le vie di fuga e le uscite di sicurezza sono molte e nessuno pare riportare serie lesioni. Alla fine la sala rimane vuota e Warbird si reca nel punto dove Nitro è esploso. In quel momento anche gli altri Difensori giungono sul posto attraverso il buco aperto da Carol.
"Warbird" chiede Nottolone "Ce l' hai fatta?".
"Per un pelo. Se la tua visione di come sarebbe avvenuto l'attentato avesse tardato ancora un secondo, non ci sarebbe stata alcuna speranza".
"Allora prendiamo Nitro e andiamocene" propone il Cavaliere Nero "Non so se la sala riuscirà ancora a reggere". Infatti i detriti continuano imperterriti a cadere.
Ma per tutti c'è una brutta sorpresa: Warbird toglie tutte le macerie, ma deve poi affermare che:"Nitro è fuggito!".

Nuova Atlantide.

Da quant'è che non provava una simile sensazione? Lui davanti ai suoi sudditi che aspettano pazientemente che inizi a parlare. Ogni volta gli procura una gioia immensa, ma stavolta è diverso: stavolta Namor MacKenzie non è certo che ciò che dirà avrà un impatto favorevole. Ma non intende certo tirarsi indietro.
Apre la bocca, sta per dire:"Miei sudditi" poi ci ripensa. "Concittadini, siamo all' alba di un importante cambiamento, per me e per voi tutti. Ciò che sto per dirvi sicuramente vi stupirà, in alcuni susciterà forse orrore, ma vi prego di ascoltarmi fino alla fine. Per anni il nostro popolo si è rinchiuso in un isolamento, che io ho contribuito ad alimentare sempre più col tempo e che ritengo non ci abbia dato troppe soddisfazioni. Perché è giusto difendere la propria terra da un invasore, ma è inutile non provare ad allacciare rapporti con quei popoli che possono offrirci molto e a cui noi possiamo dare altrettanto". Già qualche mormorio parte dalla folla radunata. "Sto parlando degli uomini di superficie, ovviamente: generalizzare, affermare che nessuno di loro merita il nostro rispetto, la nostra attenzione, è profondamente ingiusto. Basta dunque con la via dell' isolamento, da questo momento in poi ci sarà la via del dialogo, con quelle persone che saranno interessate a trattare con noi. Abbiamo molto da guadagnare da ciò".
"Non mi fido degli uomini di superficie" esclama un atlantideo.
"Fai bene" gli risponde Namor "Mai fidarsi subito di una persona che non conosci: ma se una volta che l' hai conosciuta essa si dimostra una persona affidabile, aldilà di ogni dubbio? A quel punto non fai del male a te stesso se persegui un ostinato silenzio? E se quella persona potesse offrirti la cura ad una malattia per te letale? Se potesse curare l' inquinamento dei mari? Chi ne ricava il danno maggiore: l' uomo di superficie che è in pace con la propria coscienza o l' atlantideo che continuerà a vivere nel dolore?".
"Ma se poi tentassero di approfittare delle nostre risorse?" chiede un altro.
"Allora faremo quello che abbiamo sempre fatto: combattere. Per il bene della nostra città e del nostro popolo. Ma prima di ciò almeno proviamo, tentiamo di stabilire un contatto: se non funzionerà torneremo allo status quo precedente. Concittadini, mi avete seguito in molte mie scelte: mi seguirete anche in questa? È quella in cui credo maggiormente".
Dapprima vi è solo il silenzio, poi qualche debole assenso, che diventa sempre più forte, finchè un solo boato di approvazione prorompe dalla folla. Namor è soddisfatto di sé: sa che non se ne pentiranno.
"Bellissimo discorso" commenta Vashti.
"I fatti dovranno dimostrarsi altrettanto efficaci" ribatte Namor, che poi pensa:"E per metterli in atto sarò costretto ad assentarmi spesso da Atlantide: serve un reggente temporaneo del regno ed ho già in mente chi può essere".

Base dell' Impero Segreto.

"Sì, Viper" esclama Imus Champion "Ho sentito molto parlare di te: eri la padrona incontrastata del crimine di Madripoor, ma a quanto pare alla fine hai pagato il prezzo della tua avventatezza. Oppure no?".
"No, come vedi coi tuoi occhi" risponde la donna dai capelli verdi "Non ero io quella che è stata uccisa".
"E chi allora?".
"Sai, quando l' Impero tentò di contattarmi non lo fece in maniera gentile. Mandarono uno dei loro sgherri, un genetista che aveva lavorato per loro ed aveva ideato alcuni loro agenti: si chiamava Arnim Zola. Grazie ad alcuni suoi ibridi genetici riuscì a catturarmi e a portarmi via dal mio rifugio*. Ma non voleva far sì che la mia fuga risultasse manifesta e lasciò a Madripoor un mio duplicato genetico, che tentò invano di farsi strada in quel violento paese**. Ed è stata lei a pagarne il prezzo alla fine***. Intanto io venivo portata qui e Numero Uno riuscì con abili parole a convincermi. Purtroppo parole sono rimaste. Ma ora noi li trasformeremo in fatti".

* V. Wolverine 121
** L' abbiamo vista anche su X-Men Deluxe 61
*** Su Marvel Knights 3

Queens.

"Riesci a vederlo, Warbird?" chiede il Cavaliere Nero. Tutti i Difensori si sono sollevati nuovamente in volo, per scoprire più agevolmente dove si sia nascosto Nitro dopo essersi ricomposto, di certo non agevolmente.
"No, vedo solo forze dell' ordine ammassate di fronte al Centro Congressi" risponde Carol "Esitano a portare via Bolt, temono un altro attentato evidentemente".
"Stiamo attenti" dice Nottolone "Nitro è capace…". Si blocca per qualche secondo, poi esclama:"Trovato! Avverto che è a trecento metri da qui, in un vicolo".
"Andiamoci subito, allora" incita Dane Whitman. Il tragitto è breve e dopo pochi secondi il non-gruppo vede un uomo aggirarsi furtivo lungo una stradina piena di cartacce e rifiuti.
"È lui" annuncia Kyle Richmond.
"Lo prendo io" dice Warbird, lanciandosi contemporaneamente contro il criminale. Ma in qualche modo Nitro riesce ad avvertire la sua presenza e, quando l' eroina le è vicina a pochi metri, esplode. Una deflagrazione non intensa, ma capace di stordire Carol.
"Non provare ad avvicinarti" urla Robert Hunter ricomponendosi immediatamente "O farai una brutta fine!".
Un lampo di rabbia passa sul volto di Carol:"Già, sei stato tu ad uccidere Mar-Vell, non è vero?".
"Esatto e godo di questo. Lo conoscevi?".
"Tutti noi lo conoscevamo, Nitro" afferma il Cavaliere Nero avvicinandosi insieme agli altri eroi "E questo ci dà uno stimolo in più per catturarti!".
"Ancora tu, Cavaliere Nero? Ancora eroi? Basta! Vi trovo sempre davanti alla mia strada!". Il suo corpo inizia nuovamente a brillare, stavolta la luce che emana è ancora più accecante. "Sto per dare libero sfogo al mio potere: vi sarà una esplosione talmente grande che spazzerà via metà di questa zona! Allora, eroi, qual è la vostra priorità ora? Me o gli innocenti cittadini?".
La risposta è scontata, ma anche Nitro non ha tenuto conto di una cosa: che qualcuno fosse sopra di lui! Ringer cala dall' alto, aspettando che Nitro faccia quello di cui è capace: esplodere.
"Ora!" si incita. Subito i suoi anelli energetici abbrancano il criminale e per sicurezza Ringer mette attorno ad essi un campo di forza. E quando Nitro esplode, la violenta deflagrazione non va più in là della sua faccia! Anthony è riuscito a rivoltare la sua arma contro di lui ed ora è fuorigioco. Miracolosamente Nitro è rimasto integro, ma la tremenda esplosione lo ha messo fuori gioco per un pezzo.
"Ho chiamato le forze speciali" annuncia Mach-1 "Stanno arrivando qui con i mezzi per bloccarlo".
Ma c'è qualcosa che non torna a Nottolone: gli sembra che sia stato tutto facile. Anche troppo.

Contemporaneamente.

"Onorevole, entri in questo palazzo disabitato, sarà al sicuro" dice una guardia del corpo.
"Ma cosa ne è stato del pubblico?" chiede Bolt "Voglio sapere se vi sono feriti!".
"Ora ci informeremo, ma la sua incolumità viene prima di tutto".
Trenta secondi dopo, il palazzo esplode.
Dall' alto di un tetto, un uomo ammira il tragico spettacolo e sorride:"È fatta finalmente. Nitro ha svolto il suo compito alla perfezione, doveva solo essere un diversivo per sviare l' attenzione da me, Blare, che ho dato il tocco finale!".

New York General Hospital.

"Forza, Brunhilde" incita Paulie "So che puoi farcela". Ancora una volta è sgattaiolato fuori dal suo reparto, per poter dare conforto alla sua amica.
La Valchiria non può sentire le sue parole, ma pare quasi le facciano da guida: il buio non appare più infatti così insormontabile, sembra quasi di scorgere… sì, da lontano, ecco la luce! Eppure… non riesce ancora a raggiungerla: deve usare tutte le sue forze, non può permettersi di rimanere ancora inerme, i suoi amici hanno bisogno di lei!
"Ancora qui?" esclama un infermiere prendendo Paulie "Ti ho detto mille volte che…".
La ramanzina dell' uomo viene interrotta da una luce accecante che pare quasi essere ipnotica. Una luce che avvolge il corpo della Valchiria.
"Ma… Ma cosa sta succedendo?" chiede l' infermiere.
"Sta rinascendo" afferma Paulie.

Note: Mattie Franklin è stata la terza donna Ragno, titolo (e potere) sottrattole da Charlotte Witter, l' attuale Donna Ragno nel primo numero della sua serie personale MIT. Mattie è stata una delle partecipanti alla Riunione dei Cinque, proprio come Shadrac, visto prima di questa storia su UR 23.
Robert Hunter è Nitro, un camionista a cui gli alieni Kree hanno dato il potere di esplodere e ricomporsi a suo piacimento: peccato che tale potenziale lui lo sprechi facendo sempre l' idiota, ma se non altro è stato il responsabile della contrazione del cancro da parte di Mar-Vell, il suo più grande nemico.
Incudine e Martello, invece, meritano un discorso a parte: Johnny Anvil e Leroy Jackson erano due carcerati legati ad una catena che, mentre fuggivano dalla prigione, salvarono senza volerlo la vita ad un alieno morente. Costui, credendo di far loro cosa gradita, diede loro una nuova catena, il synthecon, che li rese grandemente più forti, capaci anche di mettere in difficoltà Hulk. L' ultima volta erano stati visti nel deserto del New Mexico, dove erano stati uccisi dal Flagello (Starmagazine Oro 1), ma il cavo era rimasto lì, intatto. Oggi sappiamo che fine ha fatto e, anche se gli alias (e i sessi) sono diversi, il temibile duo è tornato.
Blare è un criminale dinamitardo visto finora solo sul primo numero della seconda serie di Marvel Team-Up (Uomo Ragno Deluxe 35).

 


Capitolo Quarto
POTERE ASSOLUTO

Base dell' Impero Segreto.

"Sei un idiota!" urla Numero Uno.
"Ma… Numero Uno" balbetta Blare "È impossibile che Bolt sia vivo: era entrato in quell' edificio, l' ho visto coi miei occhi, non può essere uscito".
"E invece in qualche modo c'è riuscito! Ed ora, a qualche giorno di distanza, dopo averci fatto assaggiare il piacere della vittoria, riappare e ci denigra. Come è potuto accadere, come?".

Qualche giorno prima.

"Sia benedetta la tua velocità, Warbird" esclama Nottolone.
"E siano benedette anche le tue visioni" controbatte lei a bassa voce per non farsi sentire "Hanno un certo gusto per il drammatico, a quanto pare: ci avvertono sempre all' ultimo momento. Ma comunque sono riuscita a portare via da quell' edificio l' onorevole Bolt e le sue due guardie del corpo in tempo".
"Io… io vi ringrazio" dice il parlamentare "È la terza volta che mi salvate la vita: avete idea di chi possa esserci dietro tutto questo?". Dane Whitman glielo dice. "E non c'è proprio nessun modo per cercare di scoprire dove si annidi questo… Impero Segreto?".
"Un modo ci sarebbe" dice il Cavaliere Nero "Insinuarsi nell' organizzazione. Ma come?".

Qualche giorno dopo. Washington. Ufficio dell' onorevole Bolt.

"Andrew, sei sicuro di volerlo fare?" chiede un uomo.
"Ora più che mai, Robert: sai, ho pestato i piedi a qualcuno. Qualcuno di grosso. E so quale sia stata la causa scatenante: la legge da me proposta sul controllo dei sistemi informatici aziendali, evidentemente questa cosa a qualcuno non va giù. Ma è proprio per dare una profonda delusione a persone del genere che proseguirò imperterrito nel mio cammino".
"Anche se questo ti dovesse costare caro?".
"Ormai siamo all' atto finale, Robert: oggi esporrò la legge in aula e so già che otterrò una ampia maggioranza. Questa è una cosa che è andata oltre la mia persona, solo che per chi mi vuole uccidere io rappresento un ottima vittima sacrificale. Ma non ho paura".
"Non è però un po' azzardato aver consentito ad una piccola rappresentanza di giornalisti di assistere alla seduta? Gli agenti dei tuoi nemici potrebbero infiltrarsi".
"Questa legge deve avere la maggior diffusione possibile, Robert. Ed in ogni caso ho scoperto già a mie spese che questa gente è capace di intrufolarsi dovunque. Ora andiamo, tra qualche ora inizia la seduta".

Base dell' Impero Segreto.

Numero Uno inizia a chiedersi se l' affaire Bolt non sia diventato una faccenda personale: i continui fallimenti hanno portato all' esasperazione il leader di questa organizzazione criminale, tanto da spingerlo a tentare l' attacco più azzardato. Per lui pare quasi essere diventata una questione d' orgoglio. E per molti suoi presunti alleati questa ipotesi è ormai una certezza.
"Le ho detto, Numero Cinque, che mi serve un suo agente, Blizzard!" afferma Numero Uno.
"Mi aspettavo grandi cose da questa organizzazione" controbatte l' industriale Justin Hammer in videoconferenza "Ma le mie speranze sono state deluse. Asseconderò la sua richiesta, Numero Uno, ma è l' ultima cosa che faccio per l' Impero Segreto: molti altri affari mi attendono in futuro e sono certo di poterli gestire da solo. Perciò do le mie dimissioni da 'Numero Cinque'. Buona giornata". E senza attendere alcuna replica, Hammer chiude la comunicazione.
"Sì, fai come ti pare!" pensa Uno "Posso farcela anche senza te ed i tuoi soldi. Ti pentirai un giorno di questa scelta, Hammer".
Ma altre persone, a quanto sembra, sono in sintonia con il malvagio imprenditore. Infatti, a poca distanza da lì, Imus Champion continua a tessere la sua tela di tradimenti ed inganni.
"Ecco qui il Costrittore" annuncia Stiletto, il primo membro della Guardia Imperiale ad essere stato irretito dall' uomo alto tre metri.
"Molto bene" dice Champion "Credo che gli interesserà quello che sto per dirgli".
"Devo dire che non mi attira troppo ciò che avete in mente" afferma il Costrittore.
"Ricorderai certo, Schlicting, che non sei entrato nell' Impero Segreto di tua spontanea volontà, ti era stato fatto credere di aver perso l' amore della tua vita".
"Mi era stato fatto credere?". Il volto del criminale si contrae in una espressione di terrore, a cui Champion ribatte porgendogli alcune foto:"Provengono dall' ufficio del coroner della città in cui tu e la tua donna, Mary, vi eravate stabiliti".
Il terrore si trasforma ben presto in rabbia:"L' hanno uccisa questi fottuti bastardi! Gliela farò pagare".
Sta per andarsene via quando Champion lo blocca:"Da solo non concluderai niente, verresti fermato quasi subito e non otterresti la tua giusta vendetta".
"E cosa proponi di fare, allora?".
"Come vedi un movimento interno di ribellione al dispotismo di Numero Uno è ben presente in questa base. Della Guardia si è unito alle nostre fila anche Ringer. Presto lanceremo l' attacco finale e ti vorremmo accanto a noi: se non per noi, fallo per Mary".
Il Costrittore rimane qualche secondo in silenzio, poi annuisce:"D' accordo, ma sia chiaro, Numero Sette è mio".
"Intendevo proprio affidarlo alle tue cure" conferma Champion uscendo dalla stanza insieme a Schlicting "Ma mi raccomando, trattieni la tua rabbia fino a quando te lo dirò. Non ci vorrà molto, stai tranquillo".
Una volta che sono spariti alla vista, Stiletto sta per andarsene a sua volta quando una voce da dietro attira la sua attenzione:"Ancora a perseguire la strada sbagliata, fratello?". È Discus.
Il criminale dalle lame taglienti si volta:"Cosa ci fai qui?".
"Ascoltavo un discorso interessante, a quanto pare. Io non ti capisco proprio: finalmente avevamo trovato una ottima sistemazione e tu intendi rovinare tutto nuovamente".
"Andremo alla rovina, piuttosto, se continueremo a fidarci delle vane promesse di Numero Uno".
"Vedo che quell' imponente uomo ti ha già fatto il suo bel discorsetto: ma non ti rendi conto che ti vuole imbrogliare? Ti userà come uno straccio ed alla fine ti butterà via!".
"Parla quanto vuoi, fratello, non arriverai a nulla con me. In nome del nostro vincolo di parentela, non ti farò niente, ma prova ad incrociare la mia strada e la pagherai". Ed anche Stiletto esce dalla stanza.
"Temo che incrociare la tua strada sarà inevitabile, fratello" pensa Discus.

Camera di Whiplash.

Tra poche ore ci sarà l' attacco definitivo e totale nei confronti di Bolt, ma questo a Mark Scarlotti non interessa. Gli sta a cuore solo la sorte del bambino di cui ora tiene in mano una foto: suo figlio, sottrattogli tempo fa dai servizi sociali. Grazie ai numerosi mezzi dell' Impero, ha scoperto l' istituto in cui è stato portato ed ha già concepito un piano per portarlo via, per ricreare di nuovo una famiglia. Ma a quanto pare Numero Uno non intende lasciarsi sfuggire così presto i suoi servigi. Beh, dovrà farne a meno, invece! Le sue valige sono già pronte, non più tardi di domani se ne andrà.
Ma Scarlotti ignora che qualcuno ha osservato tutte le sue mosse di questi ultimi giorni, il suo emulo femminile, Whiplash II. Pronta ad ucciderlo, se sarà il caso. Ed a prendere il suo posto.

Un carcere federale di New York.

"Devo uscire" pensa Shadrac "Devo uscire, devo uscire, devo uscire, devo uscire". Qualcuno sta tentando di impossessarsi dei Frammenti della Riunione dei Cinque, lo sente. Ha un collegamento empatico con essi, le sente queste cose. Ma questa dannata prigione in cui è stato rinchiuso è stata concepita anche troppo bene. E tra poco arriveranno anche quelli della Volta, a peggiorare la situazione.
"Abbastanza frustrato, vero?".
Chi è stato a parlare? Non c'è nessuno nella stanza… Un attimo, la voce proviene dalla sua stessa mente!
"Sono proprio io, Dolman. Gregory Herd. Pur avendo ormai una personalità praticamente unica, le nostre identità prima della fusione non possono essere dimenticate. Né i nostri poteri. Ricordi i miei poteri?".
"Possono farci uscire da qui?".
"Certo: un tempo indossavo un' armatura capace di scombussolare ogni sistema elettronico. Dopo la Riunione dei Cinque, quel potere è diventato naturale, connesso alla mia persona. E direi che è giunto il momento di usarlo".
"Allora cosa aspettiamo?".
La guardia di istanza davanti alla porta di Shadrac non ha nemmeno il tempo di stupirsi quando vede la porta blindata della sua prigione aprirsi di scatto, in quanto viene immediatamente messo al tappeto da un colpo di Dolman. Poi, grazie alla potenze combinate dei due, l' essere esce facilmente dal carcere federale, diretto verso un luogo ben preciso.
"A prendere il mio Frammento".

Cieli di New York.

Judas Traveller osserva per l' ennesima volta il pugnale mistico trafugato all' Incantatrice*, chiedendosi quale possa essere il miglior modo di

* Su Difensori 18

usarlo quando una voce familiare irrompe nella sua testa:"Judas, sono Patricia".
"Era da tempo che non ti facevi viva" commenta Traveller.
"C'è poco tempo per discutere: ti ricordi di quella invasione di demoni prevista da un' antica profezia? Ebbene, ormai è imminente!".
"Ed io cosa posso fare?".
"So dove si recherà colui o colei che darà vita a ciò: ha bisogno di un oggetto mistico e sta andando a prenderlo".
"Allora indicami dove". Ora Judas sa come impiegare il pugnale "Ma per quanto riguarda quello Strange cui mi accennasti, quello che dovrebbe farti uscire dalla tua prigione dimensionale?".
"Ora non è in grado di fare alcunché" conclude Patricia.

New York General Hospital.

"Hai voluto proprio strafare, vero?" afferma con ironia e tristezza Clea.
"Grazie per essere accanto a me in questo difficile momento, Clea" dice Strange.
"Quali sono le possibilità di una buona riuscita dell' operazione?".
"Buone. Non eccellenti, ma buone. Inoltre il dottor Wilmott è il migliore che potessi avere".
"Come è perfido il destino, a volte: tutta questa magia a nostra disposizione e non possiamo fare nulla per le tue povere mani".
"A volte la magia non basta" ribatte Strange "Serve molto di più per affermarsi nella vita: questo mi ha portato a riflettere sul mio ruolo di Mago Supremo ultimamente e sulla tua proposta di qualche tempo fa. Se l' operazione andrà a buon fine, dovremo fare un lungo discorso".
"Non provare nemmeno per un secondo ad abbandonarmi" conclude Clea.

Washington.

Raramente la capitale degli Stati Uniti balza alle luci della ribalta, in favore della marcia e corrotta Grande Mela. Ma oggi un nutrito stuolo di giornalisti e cameramen è qui presente, davanti al Campidoglio, il palazzo più importante di questa zona, dove si decidono le leggi da approvare. Ma oggi si decide qualcos' altro: il destino di un uomo. Di Andrew Bolt, una persona che ha forse voluto troppo da sé stesso e dal suo coraggio.
Nella sua base segreta, Numero Uno osserva tutto con attenzione sui suoi numerosi monitor: è certo che ci sarà una attenta perquisizione di ogni giornalista, ma facciano pure, questo non lo preoccupa affatto. Certo che quel Bolt ha fegato, ad andare così allo sbaraglio…
Tuttavia non è stato concesso l' uso delle telecamere all' interno dell' aula, ma questo per Uno non è un problema e, dopo pochi secondi, le minicamere piazzate sui suoi uomini gli rimandano immagini nitidissime. Lo spettacolo inizia.
Per qualche minuto vi è solo il silenzio, sia da parte dei politici riuniti, sia da parte di quei giornalisti accreditati a cui è stato permesso di entrare: sono pochi, appena quattro, e sono stati attentamente selezionati (buttando nel cestino dei rifiuti il diritto di cronaca). Poi entra Andrew Bolt e subito un mormorio comincia a pervadere l' aula. Con passo deciso, l' uomo politico si dirige verso il leggio del relatore, emette qualche colpo di tosse, batte due dita sul microfono per accertarsi che funzioni e prende dalla sua valigetta i documenti che gli servono. Il suo volto pare sereno.
"Sapete tutti perché siamo qui" inizia Bolt "Per approvare una legge che molte persone 'interessate' hanno bollato come ingiusta ed anticostituzionale: lascio alle vostre coscienze ed alla vostra intelligenza accertare se ciò corrisponda al vero. Potrei dibattere per ore su di essa e sui suoi benefici, ma non credo sia necessario: li potete vedere da soli. No, voglio rivolgermi a chi in questi giorni ha attentato alla mia vita: credeva di poter agire senza essere scoperto e invece non è così, ha un nome ed un cognome: Impero Segreto".
Se Numero Uno avesse ancora un cuore, adesso starebbe sobbalzando. Un suo uomo inevitabilmente lo chiama:"Capo, che facciamo? Capo?". Intanto, alcuni onorevoli si stanno allontanando con discrezione dall' aula.
"Già" continua Bolt "La sua esistenza non è più un… segreto e le indagini su di esso sono già iniziate. Nonostante ciò, sono certo che alcuni dei suoi componenti siano presenti in quest' aula, pronti ad un nuovo attacco. Bene, svelate il vostro vero volto se avete il coraggio".
"Capo?".
"Attaccate subito!" ordina Uno.
A queste parole nove uomini al bancone dove si siedono i colleghi di Bolt si alzano in piedi e premono un minuscolo congegno presente sul loro petto: ed il loro travestimento olografico viene meno. Ranier dei Vulturiani, Averla Assassina, Porcospino, Lightmaster, Blackie Drago, Melter, Blizzard, Incudine e Martello (anzi, Tormento ed Estasi).
"Pagherai cara la tua insolenza, Bolt!" esclama l' Averla.
"Davvero? Ma vi siete resi conto di dove siete?".
Sembra una domanda retorica, ma non lo è: guardandosi intorno i criminali vedono i volti sorridenti delle altre persone presenti in quest' aula. Una cosa è certa: non sono politici!
"Qui dentro" precisa Bolt "Ci sono uomini dello SHIELD, del FBI e di altre forze di polizia. Non attendevamo che voi!".
Era tutta una trappola fin dall' inizio! Ma come…
"Attacchiamolo in massa" grida Tormento "Non potranno fermarci tutti!". Subito lui e la sua compagna Estasi si lanciano in avanti, immediatamente seguiti dai loro compagni. Era previsto che si arrendessero subito, ma c'è sempre una variabile incerta. Che comunque era stata prevista anche in questo caso.
"Non esserne così certo, amico". È stato uno dei giornalisti presenti a parlare. Inutile dire che neanche lui è chi afferma di essere. Anche il loro travestimento olografico cade: Cavaliere Nero, Warbird, Nottolone, Mach-1. E il parlamento degli Stati Uniti diviene un campo di battaglia: un' altra volta.
Melter, col suo raggio fondente, riesce in un primo tempo a mettere in difficoltà gli agenti presenti, liquefacendo le loro armi, finchè un uomo di colore non lo sorprende alle spalle e lo colpisce all' elmetto col suo fucile. Stordito, Melter si accascia a terra, dove una raffica energetica a media intensità dell' arma dell' uomo di colore è sufficiente a metterlo fuori gioco. Il rientro nel mondo del crimine di Rick Lawson è stato decisamente breve.
"Ottimo lavoro, Gabe Jones" dice un altro agente SHIELD.
"Grazie, Fredrick, è quello che so fare meglio".
Blizzard cerca di creare uno scivolo di ghiaccio per raggiungere Bolt quando la sua corsa viene fermata da Mach-1, che con un raggio d' energia trancia in due il suo scivolo. Caduto a terra dopo aver perso l' equilibrio, Blizzard fa per rialzarsi, ma non appena alza lo sguardo si ritrova puntato un guanto di Abe contro di lui. Ed altri agenti SHIELD lo hanno ormai circondato.
"Non credevo saresti stato capace di tradire la tua causa, Jenkins" dice Blizzard.
"È una causa che non mi appartiene più da tempo" replica Mach-1.
Bolt è indietreggiato dal palco, attorniato dalle sue guardie del corpo: non si arrischiano a farlo uscire poiché un colpo casuale o un evento imprevisto potrebbero metterlo in serio pericolo. Sono pronti a difenderlo ad ogni costo, comunque, pistole puntate in mano.
Lightmaster acceca gli agenti davanti a sé e si lancia verso Bolt, ma a metà strada gli si para davanti Warbird:"Non riuscirai a fermarmi!" grida Edward Lansky, dal cui petto prorompe un raggio dorato dalla violenta intensità diretto verso l' uomo politico. Ma Carol Danvers non è impreparata: unisce le sue mani e, con un grande sforzo, intercetta quel raggio, assorbendone tutta la forza. E, con questa rinnovata potenza, colpisce al volto Lightmaster, che non la vede nemmeno arrivare. Il criminale sfonda un parapetto, poi crolla riverso al suolo privo di sensi. E di energie.
Con uno scarto agilissimo, il Porcospino evita due agenti SHIELD, poi ne ferisce uno con un suo aculeo. Davanti a lui c'è uno spazio vuoto in cui può infilarsi e arrivare dopo pochi metri a Bolt: vi si infila, ma commette un grosso errore, non guarda sopra di lui. E Nottolone precipita su di lui, mettendolo ko. Del resto, aveva previsto la mossa del criminale.
L' Averla si solleva in volo e si dirige subito verso Bolt. Ma sulla sua strada si para il Cavaliere Nero, in groppa al suo destriero Strider. Preda dell' incertezza, Simon Maddicks lancia una raffica dai suoi guanti, ma è esattamente ciò che voleva Dane Whitman: con lo Scudo della Notte la assorbe e, con la Spada della Luce, la ridireziona verso Ranier dei Vulturiani. L' impatto è devastante e il criminale precipita al suolo, solo grazie alla sua armatura evita danni permanenti (ma questo i Difensori l' avevano ampiamente previsto, hanno studiato attentamente i loro avversari).
Maddicks non ha tempo per rammaricarsi dell' errore, reiterato peraltro visto che lo aveva commesso anche quando Dane faceva parte degli Eroi in Vendita, e riesce ad evitare il Cavaliere, che però sorride una volta che costui è passato. Subito dopo Maddicks vede a terra il corpo svenuto di Blackie Drago e si chiede chi possa essere stato a conciarlo così. La risposta è davanti a lui: la Valchiria!
"No, no, ancora tu!" urla atterrito il criminale "Non farmi del male". Il ricordo dei colpi e dei lividi infertigli da quella donna nel loro precedente scontro è ancora ben impresso nella sua mente (certo, la Valchiria era controllata mentalmente da Yandroth, ma perché rivelare ciò all' Averla Assassina?)*.

* V. Difensori 12

"Non te ne farò se atterri e resti immobile" afferma con voce decisa e leggermente minacciosa Brunhilde. Le recenti esperienze l' hanno provata molto, ma ora che è rinata non intende sprecare questa possibilità che le è stata concessa. Non è la prima volta, certo, ma stavolta Brunhilde sente in qualche modo che è diversa da tutte le altre.
Simon Maddicks annuisce e, lentamente, ritorna a posare i piedi sul pavimento, dove c'è un agente ad attenderlo. O forse no?
"Averla, stai tranquillo" gli dice l' agente sottovoce avvicinandosi "Sono Ringer, sono stato mandato dall' Impero per vedere come ve la cavavate. Purtroppo questa imboscata non era prevista: vieni ora, conosco una uscita secondaria, fingerò che tu sia mio prigioniero. In realtà torneremo alla base dell' Impero". Nella concitazione degli eventi, il criminale accoglierebbe qualsiasi proposta e allunga le mani.
"Bolt, pagherai per i tuoi errori!" urla Tormento. Grazie al cavo di synthecon che lo lega alla sua compagna Estasi, la loro forza viene notevolmente incrementata e sono inarrestabili, travolgendo chiunque si frapponga sulla loro strada. Sono i criminali di cui si sa di meno e questo rappresenta per loro un vantaggio.
"Bisogna fare qualcosa prima che giungano a Bolt" pensa il Cavaliere Nero. Col suo destriero si porta in alto, poi estrae la sua spada ed inizia a scendere verso di loro. Ciò che vuole fare è più che azzardato: per spezzare quel cavo quasi non bastò la forza dell' Incredibile Hulk. Eppure lui deve provarci. E poi la Spada della Luce è più che una semplice arma. "Guardate qua in alto!" grida Dane per bloccare i due criminali esattamente dove desidera. Loro lo fanno.
E poi il Cavaliere cala con tutta la sua forza la sua spada sul cavo: l' aria attorno a lui inizia a crepitare, come se dovesse esplodere da un momento all' altro. Sembra che il tempo si sia fermato e Dane sia rimasto bloccato, librato ancora in aria. Poi, con un urlo di dolore e trionfo da parte del Cavaliere, la Spada della Luce si illumina come mai prima d' ora e taglia il cavo di synthecon. Il colpo crea una sorta di rinculo e spedisce Dane a dieci metri di distanza: la caduta non è delle migliori, un paio di costole si saranno sicuramente rotte. E la Spada della Luce pare priva di vita: non luccica più.
Tormento ed Estasi sono rimasti immobili di fronte a ciò che hanno visto. Non appena tentano di reagire, Warbird è su di loro e, con solo due pugni, li mette al tappeto. La loro fonte d' energia si è esaurita.
"Su, andiamo" esorta Ringer, ormai vicino all' uscita. Ma l' Averla nota una cosa: Bolt non può essere centrato direttamente, c'è un elevato rischio che una delle sue guardie assorba il colpo al suo posto ed allora non ci sarebbe tempo per un secondo tentativo. Se però venisse centrato indirettamente? Simon Maddicks alza gli occhi al soffitto: bisogna provarci, sperare in un po' di fortuna e che Bolt non si muova per qualche altro secondo e forse… Vale la pena rischiare, è lontano e vicino ad una uscita e non vuole vivere tutta la sua vita nella paura. Ringer non gli ha tolto i suoi guanti, dunque li alza, cerca il punto giusto, lo trova, spara uno dei suoi raggi e… chili di macerie iniziano a precipitare verso l' onorevole e le sue guardie del corpo. Ringer si volta con qualche secondo di ritardo, altrimenti un suo campo di forza avrebbe salvato la situazione. Il Cavaliere Nero è a terra, stremato, gli occhi di Nottolone non avevano previsto ciò, Warbird e la Valchiria non intervengono in tempo.
Basterebbe poco: che Bolt si gettasse di lato o che uno dei suoi protettori facesse questo per lui. Ma ciò non accade, tutti restano immobili come ammaliati da qualche incantesimo. E così lui e i suoi fidati uomini vengono seppelliti. L' Averla non resta a contemplare la sua opera e fugge via: Ringer è pieno d' ira, verso sé stesso, per avergli consentito ciò. Non doveva! Ed ora un innocente ha pagato cara la sua avventatezza, un innocente che si era fidato di lui. E lui deve continuare nella sua farsa. E così segue Maddicks: non se la caverà così facilmente, questo è certo. E la stessa cosa può dirsi per i suoi mandanti.
Un silenzio tombale è sceso nell' aula: era andato tutto così bene, alla perfezione. Ma il destino aveva in mente ben altro. Carol Danvers si precipita in soccorso di Bolt e degli altri, ma potrebbe essere troppo tardi.
"Warbird" chiede Nottolone "Come stanno?".
La donna getta via le macerie e solo in quel momento ha la risposta.

New York General Hospital. Qualche ora dopo.

"Dr. Wilmott, è pronto?" chiede un assistente.
Il medico finisce di lavarsi le mani ed entra nella sala operatoria: lo aspetta l' operazione più difficile della sua vita, una operazione che è anche l' occasione per liberarsi dei suoi demoni interiori. Oggi dipende tutto da lui e non intende fallire: oggi l' uomo che ha davanti a lui riacquisterà l' uso delle mani. Oggi Stephen Strange smetterà di soffrire.

Greenwich Village.

In un vicolo abbandonato da tempo immemorabile, che nemmeno i barboni frequentano più, vi è un edificio eternamente condannato ad una demolizione che non arriverà mai. Ma ciò che conta di questo stabile sono i suoi sotterranei, non più coperti da alcun pavimento e che un tempo fungevano da 'base segreta' per Shadrac. E da rifugio per il Frammento.
Proprio qui compare Darklady, ormai la sua cerca quasi giunta al termine. Non le è servito andare a scoprire la locazione dell' oggetto del suo desiderio nella mente del suo possessore, ormai avverte anche lei come Dolman un collegamento empatico con le Pietre mistiche ed è riuscita da sola a scoprire dove recarsi. La misteriosa donna individua il luogo designato, uno spiazzo di terreno uguale a tanti altri: alza una mano e la terra si solleva al suo comando. E sotto vi è ciò che cerca: il quinto ed ultimo Frammento. È il suo trionfo.
"Osserva bene, Thulsa Doom" pensa la donna "Misero, patetico essere".
"Lascia subito quel Frammento!" grida una voce dietro di lui. Darklady si volta e vede uno scheletro infuocato, evidentemente il detentore di ciò che lei vuole. Una banale seccatura, ma è da un po' che non si diverte. Poi qualcun altro giunge qua sotto: un uomo con una lunga barba in cui Darklady sente una grande energia interiore, non sarà una passeggiata a quanto pare.
"Sembra che qualcuno ci abbia preceduto" dice Judas Traveller.
"Cosa hai intenzione di fare, tu?" gli chiede Shadrac.
"Nulla più di quello che hai tu in mente: puoi prenderti il Frammento, farne quello che vuoi, l' importante è che sconfiggiamo quell' essere".
"Per me va bene".
"Ma che gentili" dice Darklady "Ben due uomini per me: sarà un piacere assaggiare la vostra forza. Cominciamo?".

Poco fuori New York.

A proposito di luoghi desolati: ecco uno dei pochi spiazzi erbosi di questa città. Peccato che da tempo qui vi crescano solo erbacce ed il comune non abbia mai provveduto ad una opportuna bonifica ambientale. Solitamente qui si ritrovano i drogati la notte per calarsi nel loro personale mondo dei sogni, adesso però un anonimo furgone vi arriva, dopo aver percorso un sentiero sterrato, pieno di buche e di certo non spesso frequentato da altri automezzi.
"Siamo stati molto fortunati, Ringer" dice l' Averla Assassina alla guida del mezzo "Nessuno ha sospettato di noi mentre fuggivamo da Washington, sembra quasi un miracolo".
"Già" commenta Anthony Davis tentando di non mostrarsi amareggiato. Dentro di sé odia con tutte le sue forze quest' uomo, ma deve sapersi controllare, almeno ancora per qualche minuto. Fingendo stanchezza, gli ha fatto condurre il furgone lungo tutto il tragitto e, senza saperlo, Simon Maddicks l' ha condotto dritto nel covo del serpente.
Ad un certo punto il criminale blocca il mezzo e scende, prontamente seguito da Ringer. Per qualche secondo Maddicks si riposa, provato per la stanchezza, poi si dirige verso l' apertura di un ampio condotto fognario. La apre e si cala, disattivando il suo induttore olografico, Davis sempre al seguito. Segue un tortuoso percorso, fino a che l' Averla non imbocca una conduttura abbandonata e con una recinzione facilmente superabile.
"Siamo tornati alla base, dunque" dice Ringer.
"Già" ribatte l' Averla.
"Grazie" conclude Ringer colpendo l' Averla al petto con un suo raggio. Poi si china su di lui, è ancora cosciente grazie alla forza della sua armatura, eppure è stato un colpo molto forte: o forse Ringer sta perdendo la sua carica mistica?
"Ma cosa diavolo…" inizia il criminale con voce debole.
"Stai zitto!" grida Davis sbattendo la testa di Maddicks contro il terreno "Pagherai caro ciò che hai fatto? Mi hai sentito?" ed altri due colpi sul terreno "La pagherai, bastardo!". Ma ormai l' Averla ha già perso i sensi. Ora Ringer dovrebbe solo aspettare i suoi compagni e gli agenti SHIELD, però…

Qualche giorno prima.

Ringer porta in disparte il Cavaliere Nero:"Ho forse trovato un modo per infiltrarci nell' Impero Segreto".
"E quale sarebbe?".
"Io e Mach-1 abbiamo appurato che di questa organizzazione fa parte il mio successore, Ringer II. Se riesco ad adescare uno degli sgherri dell' Impero e a farmi condurre alla base… Voi piazzereste un rilevatore su di me e potreste seguirmi".
"È un piano rischiosissimo: non solo per te, ma anche per Bolt. Non riesco a pensare ad un altro modo di adescare un componente dell' Impero se non facendo sì che l' onorevole venga nuovamente attaccato".
"Ed allora chiediamoglielo, altrimenti questo gioco al massacro è destinato a concludersi in un solo modo".
Titubante, il Cavaliere Nero parlamenta con Bolt che, sorprendendolo, dà il suo assenso a questa operazione. O forse si è semplicemente stancato di essere il bersaglio di gente che non ha il coraggio di mostrarsi in faccia:"E se permettete" aggiunge "Avrei un' ulteriore proposta da fare…".

Ora.

Ma è stato tutto inutile! E la colpa è solo sua! O almeno così crede, non comprendendo che Bolt sapeva bene a quali rischi andava incontro: ma nella mente di Anthony Davis ora c'è solo il suo immenso misfatto. Ringer prende il suo comunicatore:"Cavaliere, Warbird, siete in ascolto?".
"Ringer" interviene Carol Danvers "Sei arrivato?".
"Sì, sono vicino al covo dell' Impero. Riuscite ancora ad individuare la mia posizione?".
"Sì, il segnale è forte e chiaro".
"Come sta l' onorevole Bolt?".
Warbird non parla per qualche secondo:"È… è rimasto gravemente ferito, insieme ad altre due guardie del corpo. Li hanno portati all' ospedale: per i bodyguard c'è qualche speranza, per Bolt… no".
Possibile che debba finire così? No, non può permettere che la passino liscia.
"Entro nel loro covo".
"Cosa? Fermati, sei impazzito? Tra poco arriveremo anche noi. C'è il rischio che scoprano subito che tu sei un impostore!".
"Al diavolo il rischio, Warbird! Abbiamo avuto anche troppa pazienza. Ringer, chiudo".
"As…". Click.
Anthony Davis supera senza alcuna esitazione la recinzione, poi percorre un lungo tunnel oscuro, abitato solo da alcuni ratti. Ad un certo punto, però, tutto cambia: dapprima vi è un condotto illuminato, poi una pavimentazione, infine una porta blindata. È probabile che già qualcuno stia osservando Ringer in questo momento, se anche qui è mai giunto un barbone, un tossicodipendente od un operaio curioso di certo non ha fatto una bella fine. Probabilmente questa base non è stata costruita dal nulla, forse apparteneva prima a qualche altra organizzazione… come l' HYDRA. Ma non è tempo ora di pensare a ciò.
C'è un bip da qualche parte:"Cosa ci fai là fuori, Ringer?".
"Ecco" pensa Davis "Se ha visto il mio emulo poco fa sono spacciato", poi dice:"Uno dei capi mi ha mandato a controllare una cosa, non mi hai visto uscire?".
"A dire il vero ho da poco preso il turno di sorveglianza". Se non è fortuna questa!
"E allora non fammi perdere altro tempo e fammi entrare!" grida con decisione Ringer. Il tutto sortisce l' effetto sperato, la porta si apre e davanti al criminale redento si para la figura di Whiplash I.
"Avete udito cosa è accaduto?" chiede Davis.
"Le televisioni non parlano d' altro" conferma Scarlotti con un tono niente affatto entusiasta, pare quasi dispiaciuto.
"Ti vedo stanco, ti do il cambio se vuoi. Ti crea qualche problema?" chiede Ringer.
"Niente affatto" replica Whiplash "Anzi, te ne sono grato" e se ne va senza aggiungere altro. Inizialmente Anthony Davis voleva colpirlo duro come l' Averla, poi qualcosa l' ha fermato. Forse lo sguardo di Whiplash, chiaramente teso e cupo, a dimostrare che non è più desideroso di rimanere qui. Ma anche la consapevolezza che un conflitto deve essere scatenato il più tardi possibile se si vogliono colpire i mandanti. Davis si chiede anche se la voce del suo emulo non sia simile alla sua, dal momento che Whiplash non pareva insospettito.
Il fatto è che a lui importava poco o nulla di chi aveva davanti: si reca nella sua stanza e prende le sue poche cose, sarà facile convincere Ringer a farlo uscire. Ma compiuti pochi passi qualcuno lo blocca: la sua emula femminile Whiplash II!
"Vai da qualche parte, Scarlotti?".
"Non sono affari tuoi" ribatte l' uomo.
"Lo sono invece, se comportano un tradimento per questa organizzazione" ed estrae la sua frusta.
Scarlotti si vede costretto a fare altrettanto:"D' accordo, mia cara, sappi che sto facendo questo per mio figlio e per arrivare a lui nulla e nessuno mi fermerà!".

Contemporaneamente.

Ringer abbandona subito la sua postazione di sorveglianza e inizia a percorrere i numerosi ed ampi corridoi di questa base. Il destino, però, a volte sa essere beffardo e, girato un angolo, vede davanti a sé il suo emulo, Ringer II. Gli sguardi dei due si incrociano.

Note: Gabe Jones è uno dei mitici Howling Commandos di Nick Fury, ancora molto scattante a quanto pare. Nel caso fosse in pensione, sappiate che le vecchie volpi come lui riemergono sempre :)

 


Capitolo Quinto
COLPITO E AFFONDATO!

Long Island. Appartamento di Namorita Prentiss.

"Signorina Namorita" dice Johnny Horton dopo averla fatta entrare in casa "Devo informarla che…".
"Sì, lo so, dietro mia richiesta mio cugino le aveva messo a disposizione il mio appartamento poiché io ero alloggiata altrove: ma il tutto non è durato a lungo ed intendo riappropriarmi di ciò che è mio".
"Me ne rendo conto, però…".
"Non si preoccupi, non voglio mica buttarla in mezzo ad una strada. Infatti…".
"Sì, ma…".
"… Se ne parliamo con mio cugino sono certo che troveremo una soluzione".
"Volevo proprio dirle che suo cugino, Namor, è qui presente".
Ed in quel momento, da un angolo, Sub-Mariner manifesta la sua presenza:"Bentornata, Nita, ti aspettavo. Ho una interessante proposta da farti".

Base dell' Impero Segreto.

"Non riuscirai a fermarmi" afferma Mark Scarlotti "Perché sto per andare a riabbracciare mio figlio e non ho certo intenzione di perdermi l' evento più importante della mia vita!".
"Hai tradito l' Impero Segreto, Scarlotti" ribatte Whiplash II "E devi pagare".
"Perché invece non provi per un secondo a pensare con la tua testa? Ci prendono in giro, ci trattano come burattini, ci modellano come a loro più piace: non te ne sei mai accorta? Attaccare me equivale ad attaccare la tua libertà".
"Parole grosse, Scarlotti, per un uomo che non conosce il loro significato". E così dicendo la donna scaglia la sua frusta. L' uomo la evita con agilità, poi tenta di replicare, ma anche il suo colpo va a vuoto. E mentre Whiplash II si rimette in piedi, la sua frusta parte nuovamente e stavolta centra il bersaglio: il braccio sinistro di Scarlotti viene infatti avvolto. "Ed ora soffri" dice la sua emula.
Una tremenda scarica inizia a propagarsi lungo tutto il corpo dell' uomo: dovrebbe cadere, sopraffatto dal dolore, in pochi secondi, ma questo non accade. Una forza straordinaria tiene in piedi Scarlotti, una forza che non gli permette di arrendersi, di svenire davanti al suo avversario: una forza che ha nome affetto paterno.
"Lasciami STARE!" grida e la sua frusta colpisce al volto la sua avversaria, che incassa il colpo, perde la presa su di lui ed inizia a sanguinare dal labbro. Non fa in tempo a riprendersi che Scarlotti è su di lei e la colpisce con una violenta ginocchiata al ventre: mentre la donna si inginocchia boccheggiando, Whiplash I rincara la dose con un ultimo pugno al volto. Che la mette ko. Poi la avvolge con la sua frusta: basterebbe poco e sarebbe finita per lei. Basterebbe…
"No, tutta questa violenza non ha alcun senso: sei stata plagiata come lo sono stato io. Spero che un giorno tu te ne renda conto. Comunque puoi prenderti il mio alias, puoi prenderti tutto ciò che vuoi: l' unica cosa che non puoi portarmi via è la mia famiglia. Addio".
Mentre fugge, Scarlotti si ritiene fortunato per via del fatto che nessun altro membro dell' Impero Segreto si è intromesso nella battaglia, poi sente lontani dei rumori di altre lotte. A quanto pare il castello di carte di Numero Uno sta per crollare. Ma questo a lui non importa più, un appuntamento ben più importante lo attende.

Greenwich Village.

Darklady incrocia le braccia ed attende pazientemente l' attacco dei suoi avversari. Costoro la osservano, tentando di capire se la sua confidenza in sé stessa sia mal riposta: purtroppo per loro la risposta è no.
"Conosci quella donna?" chiede Shadrac.
"In un certo senso" risponde Judas Traveller "Anche se non l' ho mai incontrata prima so il male a cui può dare vita e non possiamo permetterlo".
"Io dalla parte del bene?" esclama Shadrac "Per quanto mi riguarda è una novità: hai una qualche idea?".
"Devi provare a distrarla" dice sottovoce Judas "Ho un' arma con cui sono certo di poterla ferire".
"Allora cosa aspettiamo?" conclude Shadrac, lanciandosi contemporaneamente verso Darklady. Le arriva a pochi metri e lei non reagisce: poi, un secondo dopo, qualcosa di incredibilmente potente colpisce il suo scheletrico torace e lo manda a sbattere contro una parete, mettendolo fuori gioco.
"No, non è possibile!" pensa Judas "Il colpo… l' ho visto a malapena partire: non immaginavo fosse così veloce".
"Allora, è tutto questo ciò che avete da offrirmi?" chiede Darklady.
"Devo essere rapido e determinato, non posso permettermi nemmeno una esitazione" medita Judas volando verso la sua avversaria. Arrivato vicino a lei, la vede scagliare il suo colpo energetico e, più con fortuna che con abilità, riesce ad evitarlo calando subito dopo sul suo corpo il pugnale sottratto all' Incantatrice. Ma Darklady lo blocca tra le sue mani!
"Sono delusa, decisamente delusa" dice Darklady.
"Judas, vattene via subito!" lo implora Patricia, ma il suo avvertimento giunge troppo tardi. Darklady sottrae il pugnale a Judas e glielo pianta nella spalla sinistra senza che lui possa fare nulla per evitarlo. Urlando di dolore, l' uomo arretra, intimorito dalla sua avversaria.
La sicurezza di aver vinto non fa vedere a Darklady una raffica infuocata che la colpisce in pieno: a quanto pare Shadrac non è ancora fuori gioco:"Ecco cosa succede a chi cerca di rubare i miei Frammenti". Ma non appena il fumo provocato dal colpo si dirada, Darklady balza verso l' essere scheletrico, senza che nemmeno il suo abito abbia riportato uno strappo. Lo abbranca al collo, incurante del calore, anche perché non lo sente, poi lo sbatte a terra, ripetutamente, finchè Shadrac non perde i sensi.
"Mi avete seccato!" grida la malvagia donna "Io non uccido, ma potrei presto cambiare idea!". Poi prende l' ultimo Frammento e scompare alla vista.
Judas Traveller non ha nemmeno sentito la sua ultima minaccia: osserva il pugnale conficcato nella sua spalla, il sangue che esce copioso. E non è solo il dolore fisico quello che lo attanaglia: deve agire alla svelta. Prende il pugnale e, con uno strattone deciso, lo estrae dalla sua spalla. Come faccia a trattenere un urlo lancinante di dolore, è un mistero. Poi, dopo aver messo al sicuro il coltello, si strappa una benda dal suo costume e la lega strettamente alla ferita per bloccare la fuoriuscita di sangue. Prova a levitare, ma non ci riesce: dovrà andarsene a piedi. Non può ora permettersi il lusso di aiutare Shadrac, spera si riprenda presto ed eviti di cacciarsi nei guai.
"Judas" chiede Patricia "Ti senti bene, Judas?". Ma nessuna risposta arriva da lui.

Base dell' Impero Segreto.

I due Ringer si fronteggiano unicamente con i loro sguardi finchè non è l' emulo di Anthony Davis a rompere il silenzio:"Chi sei?". Una voce meccanica quasi, sicuramente artefatta.
"Chi sei tu, piuttosto?" ribatte Anthony "Mi hai sottratto la mia identità".
"Quale identità? Sei un impostore".
"Proprio per nulla: sono il Ringer originale".
"Menti!" urla Ringer II lanciando degli anelli verso il suo predecessore, che li evita facilmente e ribatte con un colpo energetico che va a segno: tuttavia non è troppo potente e Ringer II, pur incassando l' impatto, si limita ad indietreggiare. Dopo essersi ripreso tenta nuovamente di imbrigliare Anthony nei suoi letali anelli, ma nuovamente senza alcun risultato. Il suo avversario ne approfitta e, con altre due rapide raffiche energetiche, mette al tappeto il suo emulo criminale. Che tuttavia non è svenuto, ma boccheggia dolorante: Anthony non intende però concedere nemmeno un secondo di tregua e, bloccando il suo opponente a terra, gli toglie i suoi guanti e li getta via. Poi si guarda intorno: nessuno, molto strano, ma non starà certo a lamentarsi.
"Sei giunto al capolinea, amico" dice Ringer I "Ciò che i tuoi compagni hanno compiuto poche ore fa non resterà impunito e di questo me ne assicurerò personalmente".
"Non è possibile" esclama Ringer II. Anthony lo osserva curioso. "La stessa voce, non può essere, hai anche tu un modulatore vocale, è evidente".
"Spiacente, ma quella che senti è la mia vera voce".
"Bugiardo!".
Perché ha così a cuore questa faccenda? Anthony ha intenzione di scoprirlo: toglie l' elmetto a Ringer II e sotto di esso vi è… sua moglie Leila!

New York General Hospital.

È l' operazione più difficile mai capitata al dr. Keith Wilmott: davanti a lui il suo paziente, Stephen Strange, e le sue mani disastrate. Anni fa, un' operazione del genere non avrebbe potuto nemmeno essere intrapresa, ma fortunatamente la chirurgia è una di quelle cose che, seppur a sbalzi, progredisce col tempo. Ma questo non significa affatto che sarà una passeggiata.
"Abby, per favore, asciugami il sudore" chiede. L' infermiera esegue. Poi Wilmott torna al suo dovere.

Base dell' Impero Segreto.

"Cosa sta accadendo?" pensa Numero Due, alias Duane Freeman. Poi la risposta giunge spontanea: sta finendo tutto. Ed ora? Deve occuparsi di Numero Uno oppure fare ciò che ha in mente da molto tempo, ovvero fuggire, lasciarsi per sempre alle spalle questo incubo? Non sarà comunque una decisione che prenderà da solo.
"Numero Due!" lo chiama qualcuno: Stiletto, che punta uno dei suoi guanti verso di lui. Lame mortali sono pronti a colpirlo in più punti del corpo "Il tuo flebile sogno di gloria finisce qui". Ma qualcosa blocca il criminale, un disco rotante che si pianta nella sua spalla destra e lo costringe ad arretrare. Non ha bisogno di chiedersi chi sia stato, aspettava questo momento.
"Ti ho dato tempo per ripensare al tuo errore, fratello" afferma Discus "Ma a quanto pare non vuoi saperne: ed in ogni caso nessuno pagherà questa tua folle scelta. Tu" dice poi rivolgendosi a Freeman "Vattene via da qui, subito". L' agente governativo non si fa pregare.
Intanto Stiletto ha estratto il disco dalla sua spalla, fortunatamente non si era conficcato in profondità: ma più che fortuna è stata una precisa scelta di Discus. Gli ha concesso un' ultima opportunità.
"Ed ora, fratellino?" chiede Stiletto.
"Andiamocene" risponde Discus.
"E se io non volessi?".
"Te ne chiederei il motivo".
"Perché non voglio fallire un' altra volta nella mia vita".
"Guardati intorno, abbiamo già fallito, tutti e due: abbiamo disonorato nostro padre, un' altra volta".
"No, non è vero!" grida Stiletto, attaccando. Tuttavia la sua mossa era prevedibile e Discus, con un agile scarto, riesce ad evitare le sue piccole lame. Rotola a destra, si rialza e lancia un altro disco che si conficca nella spalla sinistra di suo fratello, che nuovamente arretra per il dolore. Ma stavolta Discus non intende andarci leggero: si lancia contro Stiletto e con un violento pugno lo mette al tappeto. Lo osserva riverso a terra, scuote la testa in segno di scoramento, poi se lo carica in spalla:"Lo faccio solo perché sei mio fratello" pensa Discus "Non so se riusciremo a rifarci una vita e a superare le nostre reciproche incomprensioni, ma dobbiamo provarci. Ed ora andiamo subito via da qui, prima che sia troppo tardi".

Fire Lake.

"Mr. Hellstrom, ho qualcosa da riferirle".
"Anton Devine" esclama il Figlio di Satana "A volte mi chiedo perché sopporto ancora la tua presenza qui attorno. Cosa hai da dire?".
"Ho scoperto dove si trova in questo momento Isaac Christians".
Il volto di Daimon non tradisce alcuna emozione:"Dove?".
"Ho compiuto delle indagini in una piccola città dove è stato visto l' ultima volta: è Dunroman nell' Arizona. A quanto pare da quelle parti è sorto un nuovo culto satanico che vede Gargoyle come rappresentante vivente del Diavolo. E per via di questo viene adorato dalla popolazione".
"Tutto qui?". Devine non ribatte. "Comunque un' occhiata è d' obbligo, magari trovo qualche persona interessante da quelle parti".

Base dell' Impero Segreto.

"Ma cosa sono questi rumori?" si chiede Calvin Burlingame, alias…
"Numero Sette!". È Edwin Cord, Numero Quattro, colui che l' ha chiamato:"Cercavo proprio te, ho una persona che ti vuole parlare".
E da un angolo sbuca il Costrittore, che abbranca al collo con una sua spira Burlingame:"Assassino!" lo accusa.
Intanto Cord viene portato via da Viper:"Sai, non credo che questa organizzazione abbia molte speranze di sopravvivenza".
"Lo credo anch' io. Tu cosa proponi?".
"Io ho la mente, tu hai la tecnologia: propongo di unirci per far coincidere i nostri obiettivi, qui non abbiamo più nulla da dire".
"E Champion?".
"Non vorrai certo seguirlo fino in fondo?" chiede Viper.
Edwin Cord pondera il tutto attentamente… per un secondo:"Niente affatto. Andiamocene".
Nel frattempo il Costrittore sta per piantare un' altra sua spira dritto nel cranio di Burlingame. "Sì, fallo pure" dice Numero Sette "Ma questo non ti ridarà indietro la tua amata, se davvero lo era. E comunque io ho solo eseguito un ordine".
"Questa è la solita frase che si usa per giustificare un omicidio, unico o di massa. Credi che ti servirà a qualcosa?". Schilicting esita ancora, nella sua mente passano veloci le immagini della sua vita felice con Mary, poi:"Aaaahhhhh!". E la sua spira colpisce il muro dietro Burlingame, che viene fatto cadere pesantemente a terra. Poi il Costrittore si avvia verso l' uscita:"Hai ragione, ucciderti non servirebbe assolutamente a nulla, ma non incrociare più la mia strada. E comunque, risparmiandoti la vita oggi, ho dimostrato di esserti superiore. E questa infamia te la porterai avanti per sempre".

Appartamento di Namorita Prentiss.

"Non c'è che dire" afferma Namor "Nella Fantastic Force hai avuto un periodo breve, ma intenso"*.

* V. Fantastic Force 1/4

"E foriero di cambiamenti" aggiunge Nita "Ora non ho più quegli scompensi chimici che prima debilitavano il mio corpo, sono perfettamente sana. Basta medicine. Ma ciò che più mi ha convinto ad andarmene è il fatto che mi sono accorta che stavo inseguendo una relazione che ormai si era infranta da molto tempo. Non c'era più posto per me".
"Dunque sei andata ad Atlantide a ritrovare Triton, poi sei tornata qui per riappropriarti del tuo appartamento".
"Esatto, ma a quanto pare, cugino, hai un' altra idea in mente".
"Già" conferma Sub-Mariner "E coinvolge sempre Atlantide".
"E sarebbe?".
"Voglio che tu diventi la sua nuova reggente".

Base dell' Impero Segreto.

"No, Leila" esclama Anthony Davis "Non puoi essere tu".
"Come fai a conoscere il mio nome? Devi aver visto una mia foto segnaletica, dal momento che sono ricercata".
"No, il fatto è che… Oh, al diavolo!" Ringer I si solleva il visore, rivelando così il suo vero volto: anche se segnato dalle rughe e deperito è un volto che Leila Davis conosce molto bene.
"Im… Impossibile" dice la donna "Deve essere un dannato trucco".
"Ti prego di credermi, Leila: sono proprio io, tuo marito. Spiegarti perché sono ancora qui sarebbe troppo lungo, voglio solo pregarti di lasciar perdere questa vicenda. Stai perseguendo la strada sbagliata e capisco anche il perché: seguendo le mie orme volevi onorare la mia memoria, ma ti assicuro che così facendo mi stai deludendo molto. Non è questa la vita che volevo per te, andiamocene via e dimentichiamo tutto".
"No, è un trucco! Un trucco! Un trucco!". E, in uno scatto d' ira, si libera di Anthony. Poi si allontana precipitosamente:"Non so chi tu sia né perché abbia voluto inscenare questa messinscena, ma ti assicuro che non hai ottenuto nulla. Mio marito, il mio vero marito, era un grande uomo maltrattato da gente ignobile. Non mi fermerò finchè non avrò ottenuto ciò che voglio!". Infine scappa, Anthony inizialmente pensa di inseguirla, poi si rende conto di quale shock deve aver subito nel vedere la persona a lei più cara riapparire come dal nulla. E desiste, anche perchè non vuole vederla andare nuovamente in prigione. Tuttavia spera che in qualche modo lei rinunci a ciò che sta facendo, spera che alla fine prevalga il buonsenso. Ma ne dubita fortemente. Poi la base inizia ad esplodere.

New York General Hospital.

Clea odia sentirsi così impotente: l' uomo che ama è in sala operatoria e lei non può fare nulla. Deve solo attendere e… sperare.
"Scusa, sei un' amica di Stephen?" dice una persona accanto a lei, una ragazza bionda.
"Sì, tu chi sei?".
La ragazza le tende la mano:"Mi chiamo Topaz, anch' io conosco Stephen. E sono molto preoccupata. Come sta andando?".
"Vorrei proprio saperlo" risponde rassegnata Clea "Ma come lo hai conosciuto?".
Mezz' ora dopo, quando Clea ha già avuto modo di stupirsi di quante cose siano accadute a questa giovane donna, il dr. Wilmott esce trafelato dalla sala operatoria.
Subito Clea gli si avvicina:"Non ci tenga sulle spine, dottore: come è andata?".
Il volto di Wilmott è serio:"I nervi di Stephen Strange erano molto danneggiati, mi stupisco che abbia potuto resistere per così tanto tempo senza soffrire. L' operazione è stata delicatissima, la più difficile che abbia mai condotto nella mia vita da medico. E… è riuscita alla perfezione!".
Per l' entusiasmo Clea lo abbraccia, suscitando il suo rossore:"Ehm, ora comunque dovrà osservare un assoluto riposo e non sottoporsi ad alcuno sforzo".
"Non si preoccupi, dottore" interviene Topaz "Ci penseremo noi".
"Possiamo vederlo?" chiede Clea.

Base dell' Impero Segreto.

Allora finisce tutto qui? Per Numero Uno parrebbe proprio così: la sua organizzazione è stata smascherata e non è improbabile che fra poco piombino in questa base la metà delle forze di polizia presenti nel paese. Ma non intende affatto arrendersi: le conoscenze acquisite in questo tempo non andranno perdute, ma sopravvivranno all' interno del suo cervello. E se qualcuno vorrà ispezionare questa base nella speranza di carpirne i segreti, beh, andrà deluso.
Si reca dunque presso un pannello quando qualcuno lo chiama:"Siamo dunque finalmente giunti al bilancio finale, Numero Uno". Lui si volta e vede Imus Champion a pochi metri da lui. Come abbia fatto ad entrare qui è ben chiaro, dal momento che un tremante Dr. Malus è accanto all' imponente uomo. A lui Champion si rivolge e dice una sola parola:"Via". Il dottore lo prende in parola senza alcuna esitazione.
"Cosa ci fai qui?" chiede Uno.
"Non è chiaro? Si cambia gestione, sto per diventare il nuovo Numero Uno. Avrò in mano abbastanza potere da impiegare per i miei scopi futuri".
"Mi dispiace deluderti, ma finisce tutto qui. E adesso". Uno infrange il pannello, facendo così scattare una sirena:"Questa base tra due minuti non esisterà più" proclama.
"Interrompi il countdown!" grida Champion balzando verso Uno ed afferrando la sua gola robotica. Uno prova a reagire, ma Champion lo sbatte a terra violentemente. Uno, però, incassa il colpo e controbatte con una ginocchiata al ventre. Champion arretra boccheggiando ed Uno rincara la dose con altri due pugni al volto. Poi fa una mossa imprevista: abbranca da dietro Champion, stringendolo più che può.
"Vuoi tanto questa base?" grida Numero Uno "Va bene, tra meno di un minuto e mezzo condividerai la sua esplosione!".
"Lasciami andare!" urla Champion, provando a liberarsi.
Un minuto dopo la base inizia ad esplodere.

Regno degli Elfi Neri.

Seduto sul suo trono, Malekith l' Elfo Oscuro è pensieroso: attaccare Asgard, ora come ora, equivarrebbe ad un sicuro suicidio e la riconquista del suo regno ha la priorità.
"Malekith, sono ben felice di rivederti" esclama improvvisamente una voce imponente "Le ultime voci che avevo sentito su di te non erano affatto buone".
"Voci, a quali voci ti riferisci mio antico alleato?".
"Riguardo il fatto che ti saresti alleato con Loki e...".
"Ah, quelle voci. Grandemente esagerate, come puoi vedere da te".
"Allora cosa ne dici di quella testa di ponte di cui ti avevo parlato per la tua futura invasione di Asgard?".
"Intendi Avalon?".
"Esatto. Ti vuoi unire alla mia causa?".
"Non attendo altro".

Base dell' Impero Segreto.

Deve correre, volare subito all' uscita, ma potrebbe non farcela. Ringer evita per miracolo di rimanere colpito dalle numerose esplosioni che fioccano tutto intorno a lui. Non può fare a meno di chiedersi se abbia raggiunto il suo scopo, voleva farla pagare a quelli che avevano attentato alla vita dell' onorevole Bolt, ma ne ha ricavato solo un' amara sorpresa e non ha scoperto chi era il vero leader dell' organizzazione. Ecco, l' uscita, un ultimo sforzo e… Fortunatamente è aperta, evidentemente non è l' unico ad essersela data a gambe. Un potente balzo e… poi tutto crolla.

"Ringer? Mi senti Ringer?".
"Uhnnn…. Chi… Valchiria? Cosa è successo?".
"È successo che ti sei comportato da perfetto idiota, ecco cosa. Cosa ti è saltato in mente?".
"Ti chiedo perdono, ma sono stato preda dell' ira. Non volevo deludere te… tutti voi. Ma… come mai sono all' aperto?".
"Dane mi ha chiesto di portarti via per evitare spiacevoli spiegazioni alle forze di polizia. Fortunatamente grazie al rilevatore siamo giunti qui per primi".
"E della base dell' Impero? Cosa è rimasto?".
"Praticamente nulla".

Dove un tempo c' era la base dell' Impero.

"Purtroppo è rimasto ben poco da cercare, agente Freeman" dice Gabe Jones "Tutti i macchinari sono andati distrutti e non c'è un singolo oggetto di questa base che sia rimasto intatto e che ci possa far capire chi vi fosse dietro questa organizzazione".
"E nessun occupante?" chiede l' agente governativo.
"Nessuno: devono essere tutti fuggiti. Probabilmente vi erano molte uscite secondarie. Abbiamo solo trovato l' Averla Assassina in stato di incoscienza, ma a notevole distanza, ed è già stato portato via. Verrà ben presto sottoposto ad accurato interrogatorio".
"Conclusione: ne sappiamo praticamente quanto prima. Ed a farne le spese è stato Bolt". Duane Freeman non è certo di aver ottenuto una vittoria oggi. E di Numero Uno nessuna traccia. Ovviamente è stato il primo rappresentante governativo a giungere sul luogo, per cercare di coprire eventuali tracce lasciate indietro. Ma Uno è stato perfetto: non c'è più nulla da rintracciare. "Allora per ora la saluto, vado a fare rapporto".
Con passo deciso, Duane Freeman si allontana dalla scena e riemerge all' aria aperta, dove un suo collega lo riporta alla sua abitazione. Qui, invece che fare rapporto, si siede sulla sua poltrona e si mette le mani sulla testa in segno di disperazione. Disperazione che si tramuta in paura quando qualcuno gli posa una mano sulla spalla.
"Non ti facevo così emotivo, Duane Freeman" dice Numero Uno.
"Ma… ma allora è sopravvissuto!".
"Certamente, ci vuol ben altro per spazzarmi via. In compenso i nostri nemici ora non ci sono più e questa è una grande liberazione. E il tempo speso finora non è stato sprecato, abbiamo imparato diverse lezioni che ci serviranno per il futuro. Ed il mio piano finale non è stato affatto rimandato. Sei ancora con me, Numero Due?".
Freeman non può fare a meno di annuire.

Tetto del New York General Hospital.

Un luogo in questo momento solitario, perfetto perchè il Cavaliere Nero agiti la sua spada, provandone ancora la consistenza dopo quanto accaduto al Campidoglio. Ben presto, però, ha una conferma dei suoi sospetti.
Poco dopo giunge qui anche Warbird, che gli si avvicina:"Come mai non vieni giù a festeggiare la riuscita operazione di Strange?" chiede.
"Ho poco da festeggiare ora" ribatte lui "La mia Spada della Luce: non so il perché, ma in qualche modo ha perso il suo potere e non è più capace di assorbire alcuna forma di energia, incanalandola nello Scudo della Notte. È una spada qualunque ora".
"Ed è un problema?".
"C'è una persona a cui ho fatto un giuramento, tempo fa. E la buona riuscita di esso si basava in gran parte dal buon uso di questa Spada. Ma ora…".

All' interno dell' ospedale.

"Allora ci salutiamo qui, Anthony Davis" dice Abner Jenkins.
"Pare proprio di sì".
"Mi ha fatto piacere collaborare con te e gli altri. Peccato sia finita in questo modo".
"Abbiamo fatto del nostro meglio".
"Ma non è stato abbastanza" precisa Mach-1 "Ora comunque devo andarmene, comunque se mai doveste aver nuovamente bisogno di aiuto, io sono qui".
Ringer saluta Jenkins e, quando finalmente è scomparso alla sua vista, si accascia su un divano: la fatica di oggi l' ha prostrato e sente che la carica mistica che lo sostiene sta lentamente svanendo. Ed ancora non ha potuto riaffrontare la responsabile della sua condizione: possibile che debba finire tutto così?

Epilogo. Un orfanotrofio del New Jersey.

"Come ha detto, agente Mark Scott?" chiede la direttrice dell' istituto.
"Ho detto che abbiamo serie certezze che il padre di Michael Scarlotti sia venuto a conoscenza della locazione di suo figlio. Dunque dobbiamo trasferirlo subito, per evitare ogni possibile guaio".
"Ma lei è venuto qui da solo, è molto strano. Per questioni molto meno importanti, vengono almeno in due. Può dirmi il nome del suo superiore così da avere la conferma di ciò che dice?".
"Certo, lei chiama il mio superiore e nel frattempo Whiplash piomba qui, uccide un paio di sue dipendenti e rapisce il bambino. E lei viene licenziata e denigrata. Anzi, sa che faccio? Vado dal più vicino giudice e mi faccio dare un mandato per una ispezione fiscale, scommetto che ci saranno cose interessanti da scoprire. Anzi, sa una cosa? Andrò pure all' ufficio d' igiene, chissà in quali ambienti puliti vivono i vostri 'ospiti'. Dunque, a fra poco".
"Aspetti, aspetti" lo blocca la direttrice impaurita "Le chiamo subito il ragazzo".
"Bene" pensa Mark Scarlotti "Poche minacce ed è crollata. Ma del resto i miei documenti e la mia nuova faccia non potrebbero essere riconosciuti come falsi".
L' uomo deve trattenersi dall' abbracciare il ragazzo quando gli viene portato davanti, mai come ora deve rimanere calmo. Poi gli spiega la situazione:"Dunque dobbiamo andarcene subito" conclude "Capisci?".
Michael Scarlotti annuisce:"Sì" poi sottovoce nel suo orecchio "Papà". Ha capito!
Pochi minuti dopo padre e figlio escono dall' istituto.
"Le lascio il mio recapito, signora" dice Mark Scarlotti porgendo un biglietto alla direttrice "Mi chiami a questo numero tra una settimana e le spiegherò come è andato il trasferimento. Non provi a chiamarmi prima o metterà in pericolo la vita del bambino". Probabilmente lascerà anche aspettare anche più tempo, la paura di una eventuale ispezione gliela si legge negli occhi.
"Va bene. Ciao, Michael. Spero proprio che quel criminale di tuo padre non riesca a farti più del male".
"Io sono convinto che non accadrà mai più una cosa del genere, ms. Vincent" risponde il bambino. Infine Mark Scarlotti mette in moto l' auto e si allontana dalla scena: si stupisce di come sia riuscito a mantenere la calma per tutto questo tempo. E vorrebbe anche vedere la faccia di ms. Vincent quando, fra una settimana, chiamerà e le risponderà il gestore di una pasticceria del Texas!
Compiuti alcuni chilometri, Mark ferma l' auto ed abbraccia suo figlio:"Mi sei mancato, Michael".
"Anche tu mi sei mancato, papà. E non è vero che mi hai fatto del male, ti ho sempre voluto bene e sapevo che un giorno saresti venuto a riprendermi".
"Scusa se l' ho dovuto fare mentendo, ma non avevo altra scelta".
"L' importante è che ora siamo di nuovo insieme".
"Ed ora dove andiamo?" chiede l' ex Whiplash, che ha approntato documenti falsi anche per suo figlio.
"Quando ero in istituto ho visto alcune foto dell' Irlanda, mi sono piaciute molto".
"Allora tutti in Irlanda, la nostra nuova casa!".
Poi l' auto si allontana verso l' orizzonte.

Note: Concentriamoci su alcuni protagonisti della saga. Ringer II: Alla fine si è rivelato essere Leila Davis, moglie di Anthony Davis, Ringer I (come nella migliore delle tradizioni, insomma). A chi ricorda un Ringer II nei panni del figlio di Anthony in Deadpool ricordo che quella serie è fuori continuity MarvelIT, dunque quegli avvenimenti non sono mai avvenuti nel nostro universo narrativo.
Whiplash I: Anche lui in una veste praticamente inedita, preoccupato solo di riabbracciare suo figlio, cosa che riesce alla fine a fare. Se MarvelIT vorrà, questa storia è stata il capitolo finale della sua vita criminale.
Malekith: apparentemente morto in seguito agli eventi di Thor 12, è in realtà scampato a questo destino.

FINE